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PORTO TOLLE

“Niente ristori per i nostri pescatori: siamo sconcertati”

Gelo il consiglio comunale, dopo la comunicazione del Governo: “Non abbiamo i soldi”

“Niente ristori per i nostri pescatori: siamo sconcertati”

08/02/2021 - 20:22

Nel corso dell’ultimo consiglio comunale si è parlato degli indennizzi per i danni relativi provocati dagli eventi atmosferici del novembre 2019. La mareggiata che distrusse decine di cavane dei pescatori.

La consigliera Jessica Finotti ha spiegato, riepilogando, che, a distanza di circa 10 mesi dalla tempesta Vaia, sono state liquidate le somme a titolo di indennizzo ai pescatori e uno stanziamento per interventi nel Comune di Porto Tolle di 5 milioni di euro, per i quali sono stati individuati i progetti di intervento e ripristino della costa e delle difese a mare.

“Tra questi rientrano i lavori di vivificazione realizzati nella laguna del Canarin individuati come prioritari, per 750mila euro (primo stralcio) ai quali seguiranno ulteriori lavori di pari importo (secondo stralcio) – ha letto - L’evento calamitoso occorso il 2 agosto 2019, provocando notevoli danni alle infrastrutture della pesca e dell’agricoltura, non è stato riconosciuto calamità naturale, nonostante la nostra richiesta di riesame della questione, con conseguente mancato indennizzo. L’ultimo, devastante, evento meteomarino verificatosi nella notte del 12/13 novembre 2019 ha distrutto gran parte delle cavane di pesca costruite sulla Sacca di Scardovari, oltre a disperdere e danneggiare le imbarcazioni dei pescatori e le loro attrezzature di pesca”.

Nella seduta è emerso che l’ordinanza del capo dipartimento regionale di Protezione civile ha previsto un contributo di ricostruzione di 20mila euro per l’immediato sostegno a ciascuna attività produttiva. E’ stato detto che finora i pescatori hanno potuto contare unicamente sul contributo di privati confluiti nel “Fondo di solidarietà” istituito dall’amministrazione comunale, dell’importo di 140mila 718,44 euro già liquidati.

E che il Governo ha provveduto esclusivamente allo stanziamento a favore del Comune di Porto Tolle di 1milione 500mila euro utilizzati prioritariamente per la pulizia della sacca e per la rimanenza in fase di realizzazione da parte del Comune stesso.

Il 9 dicembre 2020 il dipartimento di Protezione civile ha informato la Regione del Veneto che il Ministero dell’economia e delle finanze ha comunicato di non avere risorse disponibili per gli indennizzi veri e propri, rendendo non finanziabili i ristori ai danni subiti dai pescatori della Sacca di Scardovari.

“La comunicazione trasmessa dallo Stato alla Regione del Veneto di mancanza di fondi per gli indennizzi dei danni subiti dai pescatori alle attrezzature di pesca a seguito degli eventi meteo marini avversi del 12/13 novembre 2019 ha dell’incredibile e costituisce una vera e propria lesione di diritti – ha detto nel suo intervento l’assessore Tania Bertaggia - Invero con ordinanza del Capo dipartimento di Protezione civile in tema di ‘misure di immediato sostegno al tessuto economico e sociale’ si prevedeva uno stanziamento di 20mila euro per ogni impresa, finalizzato all’immediata ripresa dell’attività produttiva. Nei termini previsti dalla predetta ordinanza, il Comune di Porto Tolle, e segnatamente l’ufficio tecnico competente in materia, aveva trasmesso alla Regione del Veneto la ricognizione dei danni subiti dai privati, per il successivo inoltro agli uffici centrali. La Comunicazione pervenuta nel mese di dicembre 2020 lascia sconcertati. L’istruttoria era stata correttamente svolta e definita e si attendeva solo il pagamento nei limiti indicati nell’ordinanza. Essere edotti del fatto che il Governo aveva impiegato i fondi già impegnati per la calamità naturale di novembre 2019 non è accettabile, pur comprendendo le difficoltà determinate dalla pandemia”.

“Sono state sottratte ai pescatori - prosegue Bertaggia - ma anche ad altre realtà imprenditoriali della Regione del Veneto, risorse economiche già impegnate per la ripresa delle attività aggravando di fatto la situazione in essere. I pescatori nel frattempo hanno ricostruito le ‘cavane’ impegnando risorse proprie e facendo ricorso al credito, anche e soprattutto tenendo in considerazione che sarebbe stato stanziato l’importo di 20mila euro a testa. Ci si è attivati immediatamente per avere risposte certe da Roma in ordine ai tempi di pagamento. I nostri pescatori non possono essere ulteriormente penalizzati”.

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