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POLESELLA

L’interrogatorio dopo l’orrore

La 57enne ha risposto alle domande. Per ora, non è stata contestata la misura dei domiciliari

L’interrogatorio dopo l’orrore

09/02/2021 - 21:45

Ha scelto di rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari, nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia. Disposto dopo la applicazione della misura dei cosiddetti “domiciliari ospedalieri”, che dureranno sino alle dimissioni, quando si dovrà valutare se disporre o meno una nuova misura ed eventualmente quale.

Una misura a carico di Rosangela Dal Santo, 57 anni: la donna che, secondo le attuali ricostruzioni, avrebbe accoltellato il compagno Costantino Biscotto, 55 anni, nella abitazione che dividevano in via Mayer a Polesella. Poi, avrebbe tentato il suicidio. Anche lei, comunque, avrebbe riportato ferite, nel corso dell’accoltellamento, forse a seguito di una lite per gelosia, la cui dinamica, quindi, appare tutta da ricostruire, alla luce anche dei due coltelli sequestrati dai carabinieri.

I fatti si sarebbero svolti verso le 8.30 del mattino, ma la donna avrebbe messo in atto il proprio gesto verso le 20.30, tentando il suicidio nel garage di casa, venendo salvata dai vicini. Portata in ospedale, le sono state trovate anche ferite da taglio, che hanno reso necessaria una operazione chirurgica.

Da qui, la necessità di approfondire e chiarire cosa sia accaduto in casa: se c’è stata una lite, come sia andata e, soprattutto, se si sia trattato di una aggressione unilaterale o meno. Tutte circostanze che saranno approfondite nel corso delle indagini, affidate ai carabinieri e coordinate dalla Procura. Nella mattinata di ieri, in ospedale a Rovigo, si è tenuto l’interrogatorio di garanzia, successivo all’applicazione della misura dei domiciliari ospedalieri. Oltre al giudice per le indagini preliminari, era presente la difesa, affidata all’avvocato Gianni Morrone di Padova.

La 57enne, come detto, ha risposto a tutte le domande del giudice, fornendo la propria versione dei fatti, sulla quale, al momento, vige il massimo riserbo. Allo stato, la difesa non avrebbe formulato istanze per fare venire meno la misura cautelare, comunque legata, come detto, al periodo di permanenza in ospedale della donna. Sul fronde giudiziario, quindi, si attende ora l’esito delle due consulenze medico legali disposte dalla Procura, proprio per chiarire la dinamica dell’omicidio, ma anche del ferimento della donna. Sia una autopsia sulla salma del 55enne, sia una visita medico legale sulla compagna, per capire la natura delle ferite da lei riportate: frutto di una lama vibrata da una mano a lei estranea o autoinferte? Particolari importanti, alla luce della pesante ipotesi di reato per la quale al momento si procede: omicidio volontario, aggravato dal rapporto di convivenza con la vittima.

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