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IL CASO

I no vax dell'Ulss presto sospesi

Finora sono 106 gli operatori sanitari contrari. "Mettono a repentaglio la sicurezza loro e degli altri"

I no vax dell'Ulss presto sospesi

10/02/2021 - 20:39

Gli 11 infermieri e operatori socio sanitari che non hanno voluto aderire alla vaccinazione nel reparto di Geriatria (gli altri 5 sono positivi), continuano a lavorare in corsia, tra i malati e lo faranno ancora per un po’, mentre gli uffici legali e del personale stanno valutando in punta di diritto le azioni che si possono intraprendere, per diminuire il rischio di nuovi focolai Covid. Mentre a Trecenta è morto il terzo anziano che, entrato senza il Covid in Geriatria, lo ha contratto in ospedale, gli 11 operatori sanitari “no vax”, continuano a lavorare sprovvisti della maggiore tra le protezioni possibili contro l’epidemia: la vaccinazione.

"Posto che il mio obiettivo è la sensibilizzazione di tutti gli operatori sanitari alla necessità morale di sottoporsi al vaccino - spiega il direttore generale Antonio Compostella - Ci sono delle azioni che stiamo studiando, una strada è la valutazione di non idoneità temporanea alla prosecuzione dell’attività. Se c’è la possibilità di trasferirli ad altre mansioni lo faremo, perché un infermiere per definizione opera in reparto, non in ambito amministrativo. Stessa cosa per le Oss. Laddove non sia possibile spostarli ad altre mansioni si può arrivare alla sospensione temporanea dal servizio senza retribuzione. Ci addentriamo in un terreno giuridico e quindi non sarà un percorso che si chiuderà in due o tre giorni, ma cercheremo di essere celeri. Anche la Regione starà facendo le sue valutazioni, perché sicuramente quello dei non vaccinati è un problema generale. Un focolaio lo potrà avere qualsiasi Ulss".

Finora su 3.050 dipendenti dell’Ulss 5, il 4% sono stati dichiarati inidonei e il 6% si è dichiarato contrario alla vaccinazione. Tra il personale più a contatto con i malati, sono almeno 106 gli operatori sanitari che hanno espresso formale dissenso alla vaccinazione. Si tratta di 4 dirigenti medici su 427 (371 hanno effettuato la prima dose, 56 sono ancora non coperti); 53 infemieri, 6 ostetriche, 6 fisioterapisti e 11 tecnici (su 1.671, 1,319 hanno eseguito la prima dose, 352 non sono ancora vaccinati); e 26 Oss (su 621, 462 hanno fatto la prima dose, 159 non sono ancora stati vaccinati).

"Non è un dato completo - fa sapere Compostella - ma abbiamo intenzione di avviare una ricognizione formale del personale non vaccinato, e capire quelli con controindicazioni e i contrari. E’ uno degli atti formali che faremo per avere una misura più compiuta del fenomeno e avviare le azioni conseguenti. Tra queste la segnalazione ai rispettivi ordini professionali".

La bomba scoppiata con il focolaio di Covid nel reparto di Geriatria di Rovigo è destinata dunque ad avere ripercussioni su tutta l’organizzazione dei reparti nell’azienda sanitaria. "Se ti ho assunto per fare l’operatore sanitario - conclude Compostella - devi operare in un contesto di sicurezza per te stesso e per gli altri. Se questa situazione viene meno perché tu pur avendo a disposizione un dispositivo di prevenzione come il vaccino, non vuoi usarlo, metti a potenziale rischio te stesso e gli altri. Allora io azienda sanitaria provo a valutare vedo se posso destinarti in un altro ambito. Se non fosse possibile, c’è la sospensione senza retribuzione".

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