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La grande fuga dalla città: abitanti sotto quota 50mila

Per l’Istat, sono 20 i Comuni della provincia in situazione di calo sistematico. Soltanto Pontecchio negli ultimi trent’anni è riuscito a invertire la tendenza

La grande fuga dalla città: abitanti sotto quota 50mila

11/02/2021 - 19:12

Il Comune di Rovigo scende sotto quota 50mila abitanti, tornando ai livelli dei primi anni ’70. Ma allora la tendenza era in aumento: gli abitanti del capoluogo aumentavano anno dopo anno, fino a raggiungere il massimo - censito dall’Istat - nel 1991, quando la popolazione della principale città del Polesine si attestò a quota 52.472. Da lì, l’inversione di rotta, con la città che ha cominciato a svuotarsi sempre più. E se già l’anagrafe comunale, negli anni scorsi, aveva dovuto prendere atto che la popolazione cittadina viaggiava a cavallo della fatidica quota 50mila, ora arriva anche l’Istat. I dati relativi all’ultimo censimento generale della popolazione e delle abitazioni, relativo al 2019 ma i cui esiti sono stati diffusi soltanto ieri per quanto riguarda il Veneto, fissano infatti a quota 49.985 la popolazione ufficiale del Comune di Rovigo.

La serie storica disponibile parte dal 1951 (un anno per niente neutrale nella storia del Polesine: è quello della grande alluvione, che vide, nel decennio successivo, 100mila persone lasciare la nostra provincia). Quell’anno gli abitanti di Rovigo città erano 45.862. Dieci anni dopo, nel 1961, il capoluogo parò il colpo dell’esodo post.alluvionale: perse sì qualche centinaio di abitanti ma si attestò comunque a quota 45.649. Da lì, iniziarono gli anni dell’espansione: nel 1971 la popolazione era tornata a quota 49.848, e a breve avrebbe superato quota 50mila (che non è soltanto psicologica: ha delle conseguenze anche in termini di trasferimenti economici per le casse comunali...): i rodigini erano 52.218 nel 1981, per diventare 52.472 nel 1991. Il picco massimo, appunto.

Nel 2001 il censimento generale fissò la popolazione a 50.289, mentre dieci anni dopo, nel 2011, i rodigini erano diventati 50.164. Ora il nuovo arretramento, fino a quota 49.985.

Un trend che riguarda anche il resto del Polesine, che ormai conta appena 231mila abitanti.

A livello comunale, l’Istat definisce 20 dei 50 Comuni del Polesine in situazione di “decrescita sistematica” della popolazione: il più rilevante è Lendinara (11.552 gli abitanti censiti nel 2019; erano 12.173 vent’anni fa), quindi Ariano, Arquà, Bagnolo di Po, Bergantino, Calto, Castelguglielmo, Castelnovo Bariano, Ceneselli, Costa di Rovigo, Crespino, Gavello, Giacciano con Baruchella, Frassinelle, Melara, Pincara, Papozze, San Bellino, Trecenta e Villanova Marchesana.

In calo sistematico anche la vicina Cavarzere che tocca quota 13.302 (erano oltre 15mila vent’anni fa).

L’unico Comune polesano capace di invertire la tendenza, passando da una situazione di decrescita a una di crescita, è invece stato Pontecchio: nel 1991 aveva 1.372 abitanti, nel 2001 erano 1.516, nel 2019 erano diventati 2.195.

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