you reporter

CASE DI RIPOSO

"Tanti anziani morti: e allora si licenziano dipendenti e si alzano le rette"

L'allarme lanciato dal sindacato Cgil

La buona notizia: si svuotano le Terapie intensive

12/02/2021 - 13:57

"La seconda ondata nelle case di riposo lentamente si sta ritirando e, oltre alla preoccupazione di un’ulteriore ondata anche dovuta alle varianti e nella speranza che il vaccino determini prima possibile la sconfitta di questo virus, si comincia a fare i conti con la catastrofe economica creata dal Covid in questo anno. Abbiamo evidenziato quanto questo settore abbia bisogno di una vera riforma che ne riconosca il ruolo sanitario al fine di evitarne il crollo e con esso l’impoverimento della sanità territoriale così come costruita nel Veneto negli anni 70". Lo chiarisce la nota stampa di Cgil.

"Abbiamo denunciato il sottofinanziamento da parte della Regione negli anni - prosegue la comunicazione - Regione - che ha scelto la risposta del mercato mettendo sostanzialmente in default il sistema pubblico fagocitato lentamente dal privato. Non solo le rette sanitarie vengono finanziate parzialmente, ma anche guardando il fondo messo a disposizione negli ultimi dieci anni scopriamo che il rapporto di crescita percentuale di indice di vecchiaia, e perciò del bisogno di assistenza verso questa fascia di età, è pari al 27% mentre il finanziamento regionale è aumentato del solo 23%".

"Abbiamo denunciato che in questa pandemia il sistema è stato sostanzialmente lasciato da solo ad affrontare una emergenza senza reali strumenti determinando che queste strutture create per l’aggregazione degli Ospiti si sono trovate a doversi trasformare in malattie infettive ed isolamenti, oltre al grande tema della carenza del personale, soprattutto infermieristico. Un dato per tutti a sottolineare la trasformazione di queste strutture è l’indice di permanenza media degli Ospiti nelle case di riposo che passa in pochi anni da circa 450 giorni a poco più di 100 giorni nel 2019, crollando purtroppo nel 2020 per il grande indice di mortalità dovuto al virus, a significare il repentino cambiamento della tipologia di Ospiti sempre più gravi e ad alto impatto assistenziale e sanitario".

"Abbiamo denunciato che ancora una volta il problema economico si scarica sui Lavoratori che, prima costretti a fare turni massacranti, ora vengono se va bene messi in cassa integrazione o addirittura licenziati a causa del grande numero di posti vuoti nelle strutture colpite dal virus. Ora lanciamo l’allarme che la tenuta economica, in assenza di un reale intervento della Regione, si scaricherà sulle famiglie".

"La Regione, attraverso l’assessore Lanzarin, ha detto che non verranno aumentate le rette grazie ai finanziamenti extra già erogati. La Regione ha stanziato per il Polesine con la Dgr 1524 € 780.000, con la Dgr 1741 € 243.000 e con la Dgr 1304 € 1.335.900 per un totale complessivo € 2.358.900. Ma verificando realmente cos’è successo nel 2020 scopriamo che, almeno per la nostra Provincia, la Regione purtroppo non sta realmente gestendo la situazione. Se proviamo a verificare la situazione economica delle strutture del Polesine (ci mancano i dati delle strutture di Papozze, Villadose, Porto Viro e Rosolina) scopriamo che lo scostamento tra il previsionale 2020 e la proiezione del consuntivo nei ricavi per lo stesso
anno è di circa € 4.000.000 in meno determinando che già da questo dato si vede che il finanziamento della  regione copre solo la metà delle mancate entrate dovute al Covid".

"A questo si aggiunge l’aumento dei costi del materiale, sempre a causa del Covid, di ulteriori € 800.000 circa (DPI, smaltimento rifiuti, igienizzazione degli ambienti, ecc). Infine, se analizziamo le ricadute della Dgr 1304, in cui si introducono le quote sanitarie di accesso, scopriamo che copre il mancato finanziamento delle quote sanitarie per soli € 480.000, perché i
rimanenti per arrivare ai € 1.335.900 finanziati, saranno utili, giustamente, a ridurre la quota a libero mercato pagata dalle famiglie. A conti fatti il mancato finanziamento si aggira intorno ai € 3.300.000, quota in difetto visto che dai dati mancano le 4 strutture segnalate".

"Tutto questo significa che, a fronte delle 646.000 giornate di presenze registrate nel 2020, essendo il bilancio sostenuto dalle rette pagate dai famigliari, vorrebbe dire 5 euro al giorno in più per ogni Ospite. Il dato è parziale perché non abbiamo ancora il dato dell’aumento del costo del lavoro che stimiamo in circa altri 2 euro in più ad Ospite al giorno Urge che la Regione prenda in mano la questione al fine di evitare il collasso di questo sistema e che a pagare siano sempre gli stessi, i Lavoratori e i Cittadini".

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0


GLI SPECIALI

Tesori. Alla scoperta del territorio tra mare e lagune
speciali: TESORI tra fiumi terra e lagune

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl