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BOSARO

I cent’anni di Antonio Rondina: tanti auguri!!!

Bosaro in festa per il compleanno di Toni, cavaliere al merito della Repubblica che oggi raggiunge il secolo di vita

I cent’anni di Antonio Rondina: tanti auguri!!!

Bosaro in festa per i cent’anni di Antonio Rondina, cavaliere al merito della Repubblica che oggi raggiunge il secolo di vita. Per tutti Toni, non ha potuto festeggiare con i tanti familiari e amici di una vita a causa delle restrizioni imposte dal Covid ma, come sempre, non si è perso d’animo. E ieri ha ricevuto anche la visita del sindaco Daniele Panella, accompagnato dal genero Luciano Bombonato.

Antonio, dal 1980 presidente della sezione dei Reduci e combattenti, ha alle spalle una lunga storia. Ma non serve chiedergli il segreto della sua longevità: per coglierlo, basta passare d’estate nella via dove abita da sempre, e ascoltarlo fischiettare o canticchiare per percepire la sua serenità. Ricordi di quando andava ad ascoltare l’opera al Sociale di Rovigo con la bici, quando suonava Pierino Piombo di Pontecchio.

Da bimbo ha iniziato con papà Giovanni a fare il pescatore dalla barca; a 15 anni è entrato in zuccherificio, poi a portare carriole di terra - dal 1936 - per lo scavo del Canalbianco. Quindi il militare quale autista, interrotto da una licenza per matrimonio e dalla nascita del primo figlio, dalla moglie Faldiva Cappellato. Poi il ritorno in Piemonte per il trasporto dei militi al fronte con la Francia. L’8 settembre lo vedrà tornare a casa da Ventimiglia a piedi con i suoi quattro amici. Si presterà poi ai lavori con la Todt, nel riparare la ferrovia, continuo bersaglio degli aerei alleati.

Restato vedovo nel 1946 con tre figli, si risposa con Maria Pivaro dalla quale ne avrà altri due. Inizia quindi la sua vita di autista per il trasporto delle bombole di metano per la centrale di Grazian ed una serie di traslochi, anche a Milano. Un incidente lo farà tornare scosso a Bosaro, e al suo primo lavoro di pescatore, negli anni Sessanta, favorito dalla presenza della Cooperativa di Bosaro. Resterà di nuovo vedovo nel 2000.

Denso è stato anche il suo impegno sociale e politico, nelle file del Psdi: per dieci anni è stato vice dei sindaci Veronese prima e Loato poi, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, per poi sedere per altri cinque anni in consiglio comunale. Di pari passo è andato l’impegno nell’associazione Combattenti e reduci.

La sua memoria è portentosa e i dolori li sa lasciare alle spalle. L’onorificenza di cavaliere al merito ricevuta dal presidente della Repubblica Napolitano e nel 2007 lo ha reso orgoglioso. E allora, altri cento di questi anni.

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