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Il caso

Il bimbo senza mascherina sta fuori da scuola

Scuola, il Tribunale ha rigettato la richiesta di una coppia di genitori “negazionisti”

Il bimbo senza mascherina sta fuori da scuola

14/02/2021 - 19:52

I bambini che entrano in classe sono obbligati ad indossare la mascherina, senza se e senza ma. L’ordinanza - emessa nei giorni scorsi dal Tribunale civile di Padova - toglie di mezzo tutti i dubbi che eventualmente avrebbero potuto esserci. Ed è destinata a fare giurisprudenza. Una sentenza che ha dunque un effetto immediato e mette a tacere una delle proteste più frequenti che arrivano dal mondo dei cosiddetti “genitori negazionisti”

In pratica il giudice ha sancito che prima del diritto allo studio (garantito in ogni caso dalla possibilità di effettuare la didattica a distanza), viene il diritto alla salute di studenti e docenti. Come riporta Il Mattino di Padova, lo ha stabilito con un’ordinanza il giudice della seconda sezione del Tribunale civile di Padova, Guido Marzella, che era stato chiamato a decidere in merito ad un ricorso presentato dai genitori di un giovane allievo di una scuola primaria padovana. In pratica i genitori sostenevano che il bambino potesse andare a scuola senza mascherina.

Una richiesta a cui la dirigente dell’Istituto comprensivo aveva risposto rimandando a casa l’allievo che si era presentato in aula senza il dispositivo di protezione previsto dal Dpcm e dai Decreti del governo in merito al contenimento della pandemia. Il giudice, con la sua ordinanza, ha dunque respinto il ricorso dei genitori, che chiedevano anche il risarcimento dei danni morali che il proprio figlio avrebbe subìto con l’allontanamento dalle lezioni.

La storia - come racconta il Mattino - aveva avuto inizio alla fine dello scorso anno quando alcuni gruppi di genitori avevano chiesto alla dirigente di un Istituto comprensivo di accettare a scuola i bambini senza obbligarli all’utilizzo della mascherina una volta seduti al banco (come invece è imposto dal Dpcm del governo). Di fronte al “no” della preside, i genitori di uno di questi allievi, convinti negazionisti, avevano presentato ricorso d’urgenza in Tribunale per far riammettere a scuola il figlio. Ovviamente...senza mascherina.

Ufficialmente avevano sostenuto la propria richiesta in quanto il bambino “è affetto da asma”. Il tutto accompagnato da un certificato medico che la dirigente non ha però ritenuto valido in quanto firmato da un dentista di Milano e non da un medico-pediatra. Dopo vari batti e ribatti (con il bimbo riammesso a scuola solo a inizio del nuovo anno questa volta con un certificato valido), si è arrivati alla sentenza. Alla fine la preside, difesa dall’Avvocatura dello Stato, con sede regionale a Venezia, si è vista dare ragione su tutta la linea.

Nell’ordinanza del giudice Guido Marzella, tra l’altro, si legge: "È necessità della scuola non solo di garantire l’istruzione nei confronti di tutti gli alunni iscritti, ma anche di assicurare a ciascuno di essi la tutela della rispettiva salute, la quale evidentemente è messa a rischio dalla presenza in aula di uno studente privo della mascherina".

Come dire: senza mascherina non si garantisce la salute altrui. Che dopo un anno di pandemia può sembrare scontato, ma evidentemente non è così per tutti. Sintetico, a questo proposito, il commento del Provveditore agli Studi di Padova e Rovigo, il dottor Roberto Natale: "L’ordinanza del Tribunale è giustissima e ha trionfato la verità dei fatti. Una vittoria sacrosanta per la pubblica amministrazione, ed in particolare per la preside che ha saputo difendersi con grande volontà da accuse che non stavano né in cielo e né in terra. Perché non ha fatto altro che far rispettare le normative dei protocolli sanitari vigenti".

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