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Vaccini per maestre e prof tra attesa e dubbi

“Con Astrazenaca protezione ridotta”. “Era ora, stare 6 ore con le mascherine non è facile”

Vaccini per maestre e prof tra attesa e dubbi

17/02/2021 - 21:56

Lunedì partiranno le vaccinazioni anche nelle scuole della nostra provincia (scorte di dosi permettendo). Ancora poche ore e suonerà anche per insegnanti e personale Ata, la tanto attesa campanella che segnerà l’inizio della campagna di vaccinazione per il Covid-19. Superato lo scetticismo iniziale che vedeva diversi docenti propendere per la scelta di non farsi vaccinare, ora il grande dubbio è sull’accordo Stato-Regioni con il quale si sarebbe deciso per il vaccino prodotto da AstraZeneca per docenti e Ata ma solo sotto i 55 anni (ieri limite alzato ai 65 anni).

Secondo quanto concordato, infatti, i vaccini Pfizer e Moderna saranno somministrati a over 80 e ai più fragili, quello di AstraZeneca al di sotto dei 65 anni a personale scolastico docente e non docente, forze armate e di polizia, personale carcerario e detenuti. “Aspettavamo tutti con grande apprensione il momento nel quale avremmo potuto vaccinarci, ma ora ci rendiamo conto che molti di noi, me compreso, resteranno fuori da questa campagna e a questo punto mi chiedo che senso potrà avere - racconta con rammarico un docente che insegna in un istituto tecnico del capoluogo - Inizialmente diversi colleghi erano scettici ma adesso siamo tutti in attesa di poterlo fare perché stare 5 o 6 ore chiuso in una classe con 30 ragazzi può essere davvero pericoloso. Speriamo che venga accolta la richiesta del Comitato tecnico scientifico che vorrebbe portare a 65 anni l’età per poter essere vaccinati”.

I numeri forniti dal ministero dell'istruzione evidenziano come, nell’anno scolastico in corso, in Italia opera il corpo docente più anziano del mondo se si pensa che sono 269mila i docenti di ruolo che hanno già compiuto i 56 anni. Un numero di insegnanti che corrisponde al 39% del totale. Ma la percentuale di prof con i capelli bianchi che ha già spento le 55 candeline, sale addirittura al 45% se si prendono in considerazione i docenti dei licei, degli istituti tecnici e delle scuole professionali dove, quasi un docente su due verrebbe di fatto escluso dalla somministrazione.

Le vaccinazioni dovrebbero partire dagli insegnanti delle scuole dell’infanzia e primaria, per poi arrivare fino alle università. “Nella scuola dove lavoro siamo tutti sotto i 50 anni di età e quindi dovremmo rientrare interamente nella prossima campagna di vaccinazione - spiega una maestra che lavora in una scuola elementare dell’Alto polesine - Quello che ci preoccupa è la percentuale piuttosto bassa dell’efficacia del vaccino Astrazeneca che sembra proprio servire a ben poco”.

Sempre confrontando alcuni dati pubblicati in questi giorni, sembrerebbe infatti che mentre Pfizer e Biontech hanno annunciato che, dopo aver condotto l’analisi finale di efficacia nel loro studio di fase 3, il loro vaccino indica un tasso di efficacia del 95%, per quanto riguarda Astrazeneca la percentuale si assesterebbe attorno al 60%, un dato decisamente più basso.

“Non so a quanto potrà servire il vaccino che ci faranno - afferma una insegnante di una scuola dell’infanzia polesana - Da quello che si dice non è efficacissimo e funziona bene solo per ragazzi molto giovani. Chi ha deciso queste cose forse ha sottovalutato la pericolosità degli ambienti nei quali lavoriamo. I bambini piccoli sono secondo me i più pericolosi veicoli di contagio, se consideriamo che molti di loro usciti da scuola passano il pomeriggio a casa dei nonni in attesa che i genitori finiscano di lavorare”.

La preoccupazione tra gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado della nostra provincia è davvero molta.

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