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Covid-19, una vittima al mese solo nella piccola Ca' Emo

Il vescovo Adriano: “Serve da parte di tutti un supplemento di passione e impegno per riprendere”

Covid-19, una vittima al mese solo nella piccola Ca' Emo

Un anno fa l’Italia entrava nel tunnel della pandemia da Covid-19 dal quale non è ancora uscita anche se si intravvede un po’ di luce oltre la notte con l’avvio della vaccinazioni. Ogni angolo della Penisola ha vissuto i suoi drammi. Così pure la piccola comunità di Ca’ Emo che ha avuto i suoi contagiati e le sue vittime. Ma non è mancata la forza della speranza arrivata soprattutto da bambini e ragazzi che hanno tappezzato il paese con “Andrà tutto bene” esposti sulle facciate della case.

Così il bollettino “Abc” curato dalla biblioteca frazionale ha ripercorso i primi 12 mesi nel segno del Coronavirus.

“Anche il nostro paese – si legge - seppure piccolo e lontano dalle grandi vie di comunicazione, è stato toccato profondamente e con sofferenza, contando vari contagiati e addirittura una decina di decessi.

Questa pandemia ha cambiato il nostro modo di vivere e il rapportarci con il prossimo e continuerà a cambiarli ancora, almeno per un paio di anni, tanto è, secondo gli esperti, il tempo in cui dovremo ancora convivere con il virus. A soffrire di più di questa situazione sono gli anziani, soprattutto quelli ricoverati negli ospedali e nei centri di accoglienza, costretti a vivere soli, senza alcun contatto con figli e nipoti, spesso vengono a mancare in totale solitudine”.

E ancora: “I giovani che non possono incontrarsi e socializzare tra loro nelle aule scolastiche e nei punti di aggregazione se non attraverso cellulari e pc, strumenti prima tanto criticati. Ma anche i lavoratori, sia autonomi che dipendenti, soffrono questa pesante crisi economica e non vedono un futuro roseo per le loro famiglie. Nei primi mesi di pandemia – ricorda ‘Abc’ - ci fu un’esplosione di solidarietà, di reciproci incoraggiamenti e incitamenti alla resistenza e al restare uniti. Ovunque, anche da noi, spuntavano arcobaleni con inneggianti ‘Andrà tutto bene’ e regnava la certezza che prima o poi il peggio doveva finire, perciò resistiamo e vogliamoci bene. Ma ora, che è passato un anno e ancora non si intravede una soluzione certa, lo spirito fraterno sembra diminuito e sta lasciando il posto al dubbio e all’individualismo, situazione questa che deve preoccupare un po' tutti. Ecco allora che è necessario accogliere il tempestivo invito rivolto dal nostro vescovo Adriano Tessarollo”.

Scrive il vescovo: “Con dovuta prudenza e rinnovati criteri, è ora di riprendere, se si è rallentato. Il cammino di educazione alla fede dei nostri ragazzi in questo anno di pandemia ha subito un rallentamento nell’offerta formativa. E a riprendere c’è ancora tanta incertezza e forse anche un po’ di fatica, da parte di preti e catechisti. Occorre il coraggio e la passione di proporre, invitare, programmare. E pure da parte di genitori e ragazzi, c’è bisogno di un supplemento di impegno. Riprendiamo dunque e qualifichiamo la nostra proposta di fede a ragazzi e giovani. Buon lavoro e una preghiera perché sia proficuo.”

Nell’anno del Coronavirus a Ca’ Emo è stato possibile realizzare solo il grest, le feste della Befana e del Carnevale 2020 sono state organizzate, in particolare la festa mascherata appena in tempo, poco prima che scattassero le limitazioni. Ma la biblioteca frazionale è sempre stata attiva nel rispetto delle norme sanitarie: ha chiuso il minimo indispensabile, ha organizzato un corso di pittura per bambini, ha collaborato attivamente con la parrocchia nella realizzazione del grest e nella raccolta e distribuzione di generi alimentari per le famiglie in difficoltà. Con alcuni amici ha provveduto, finché la bella stagione lo ha permesso, a sanificare quotidianamente i giochi del giardino dell’ex scuola per permettere ai bambini di avere almeno alcuni momenti di svago.

E per il 2021? “Noi siamo pronti – dice il gruppo della biblioteca coordinato da Giosuè Paggioro - ad accogliere anche quest’anno l’invito del vescovo Adriano e siamo pronti a svolgere la nostra parte, magari aumentando anche le proposte per i giovani e gli anziani del paese: speriamo lo siano anche altri”.

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