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Interporto, ora ci credono tutti

Il presidente Bressanin: “Operazione iniziata nel 2019: nulla succede per caso o cade dall’alto”

Interporto, ora ci credono tutti

La notizia dei giorni scorsi, secondo la quale la Regione è pronta ad un forte investimento sull’Interporto di Rovigo, non poteva passare inosservata. Se ne parla nel mondo politico, che presto sarà chiamato a fare delle scelte sulla strategicità della società di Borsea, e anche in quello economico, che vede nell’Interporto lo sbocco naturale della futura Zes. Il presidente di Interporto Rovigo, primo Vitaliano Bressanin, resta molto abbottonato. Il Bur (il Bollettino ufficiale della Regione) però parla chiaro...

“Diciamo che nulla succede per caso o cade dall’alto”, spiega. Poi entra nello specifico di un’operazione tanto importante quanto inattesa.

“L’operazione nel suo studio - racconta - è iniziata a giugno 2019, supportata dalla proiezione positiva di chiusura del Bilancio 2019 e di quello 2020. Ed è nata con l’obiettivo di un consolidamento patrimoniale di Interporto e di un incremento di fatturato e di risultato”.

La fase di studio non è stata breve, a sentire Bressanin. E neppure semplice. Anche perché in questi settori non c’è niente di semplice.

“Attraverso l’analisi effettuata, con relativa relazione del professor Domenichelli di Padova, e grazie alla fattiva collaborazione prima della dirigenza di Sistemi Territoriali, e poi di Infrastrutture Venete che si è confrontata con i tecnici regionali, alla fine si è arrivati al riconoscimento dell’importanza strategica di Interporto Rovigo per La Regione, approvando e sostenendo l’operazione l’operazione e lo sviluppo di Interporto stesso. Un’azione che permetterà nel suo complesso anche di affrontare e trovare una soluzione per l’approdo turistico del porticciolo”.

Importanza strategica, detto per inciso, che presto - come ci ha anticipato il presidente Ivan Dall’Ara - verrà inserita anche in una delibera del Consiglio provinciale, che sarà chiamato anche a togliere la società dall’elenco quelle per cui era prevista la dismissione della partecipazione.

Ma torniamo alla Regione e al riconoscimento dell’importanza strategica di Interporto e alla decisione di essere parte del progetto di sviluppo.

Speiga ancora il presidente Primo Vitaliano Bressanin: “Riguardo l’operazione deliberata e pubblicata sul Bur sono abituato a parlare solo alla conclusione e alla messa a regime, mentre è sicuramente da sottolineare il raggiungimento di un obiettivo essenziale e fondante, che è quello della dichiarazione di strategicità di Interporto per la Regione, elemento importantissimo per il territorio polesano”.

A questo punto non resta che attendere gli sviluppi ulteriori, che potrebbero arrivare a breve giro, con l’assemblea dei soci per l’approvazione del Bilancio al termine della quale è probabile che venga sottoscritto l’aumento di capitale che darà il via all’intera operazione.

La strada, del resto, è tracciata proprio nel Bur dello scorso dicembre. Quel “Bollettino” grazie al quale l’Interporto di Rovigo, che era inserito dal 2017 fra le società da dismettere, ad torna ad essere una società “altamente strategica”. L’operazione - per inciso e sempre prendendo come guida la delibera della Regione - prevede la cessione a favore di Interporto Spa delle quote di proprietà della Regione detenute da Veneto logistica e la successiva fusione per incorporazione delle due società.

In pratica Interporto Spa acquisisce Veneto Logistica (e dunque il 32,94% del proprio capitale) finanziando l’operazione con risorse proprie e, soprattutto, con un aumento di capitale a cui la Regione (attraverso Infrastrutture Venete, come autorizzato dalla Legge di Stabilità regionale per il 2021) parteciperà in maniera consistente. Insomma: la Regione crede nell’Inetrporto e ci investe una somma di circa un milione e 600mila euro che saranno destinati all’effettuazione di una serie di interventi strategici sulle banchine e ad una razionalizzazione dell’intera area, dalle zone di stoccaggio a quelle di interscambio fra gomma-ferro ed acqua che in particolare nel settore dell’agroalimentare costituiscono la grande scommessa per i prossimi anni.

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