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CORONAVIRUS

I ricordi dei Polesani: la normalità rubata dal virus

Molti i lutti: “Mamma è morta sola, senza nessuno a stringerle la mano”

I ricordi dei Polesani: la normalità rubata dal virus

22/02/2021 - 19:26

Sembra passata una vita, e invece è solo un ancora! Tra il 20 e il 21 febbraio 2020 il primo “incontro” con il Covid, proprio alle porte del Polesine. Una data che ha segnato la vita di tutti quanti noi, modificando le nostre abitudini ma - soprattutto - toccando direttamente tante famiglie i cui cari hanno lottato in prima persona contro il virus, e molti hanno anche perso la vita.

Un anniversario triste, che suscita in ognuno di noi tanti ricordi. E allora, ecco alcune delle testimonianze dei polesani, che sono arrivate numerose - nei giorni scorsi - sui canali social della Voce di Rovigo.

“Manca il vivere! - sintetizza Arianna - è cambiata la spensieratezza dei miei figli, la libertà di poter stare in compagnia. Manca il contatto umano, anche solo quel ‘battere il 5 quando tutto è andato alla grande’. Manca il poter organizzare il compleanno del figlio o le cene per fare 4 risate – continua raccogliendo il consenso di molti - Sono cambiate le persone, non ce più unione, anzi ormai ‘tutti contro tutti’. Guardano chi ha la mascherina su, chi ha la mascherina giù”.

“Cosa è cambiato della nostra vita? Tutto”. Tra i tanti c’è anche chi, purtroppo, non vede via d’uscita. “Dopo un anno ne siamo ancora nel bel pieno se non peggio”, “Una tristezza infinita”, “sembra di vivere fuori dal mondo”, “hanno distrutto i rapporti umani e la nostra socialità”. “non ‘hanno distrutto’, è un virus virulento: ‘ha distrutto’”.

Non sono mancati anche coloro che, dietro a questa situazione, ci vedono una manovra per destabilizzare il mondo intero. “Obiettivo raggiunto. Era lo scopo dei grandi delinquenti di tutto il mondo. L’appuntamento con l’obiettivo sarà tra 5 o 6 anni”.

Molti i commenti che dipingono un futuro non sempre roseo rispetto a quello che sta accadendo anche in questi ultimi giorni. “Le grandi pandemie prima o poi passano - scrive Angela - è il poi che fa paura, perché non si sa quando finirà... ma finirà, finirà! Speriamo”. “Sono cambiate tante cose - continua Moira - libertà, economia, abbracci, baci e tanto altro”, “Sono cambiate tante cose da un anno - ribatte Katia - le prime chiusure, non ci si riesce ad incontrare, la ricerca di mascherine che non si trovavano facilmente e che costavano tanto, i gel per le mani, il lockdown, ma soprattutto i primi ammalati e i primi morti per questo bruttissimo virus”.

“E’ cambiata la libertà - afferma Monia senza troppi giri di parole - libertà di stare insieme, libertà di muoversi, libertà di dare una stretta di mano, un abbraccio alle persone più care, libertà di parola e pensiero e, mi rendo conto che le cose che prima davamo per scontato oggi sono quelle che mi mancano di più”.

C’è anche chi ricorda momenti brutti sul fronte della sanità, degli ospedali praticamente blindati e del fatto che non si riuscivano a vedere i parenti ricoverati. “All’ospedale non mi facevano vedere la mia mamma - scrive Amalia - è morta da sola senza nessuno a cui stringere la mano. Erano 13 giorni nei quali aveva bisogno di tutto. Ha fatto un Ictus celebrale e non ho potuto sostenerla. Lei non aveva il Covid ma il dispiacere mi rode. Non è stato giusto averla abbandonata”.

Ma c’è anche chi, per fortuna, ha ricordi di grandi paure che alla fine si sono trasformate in momenti di immensa gioia. “Ero incinta, quasi al nono mese - scrive Stefania - e di colpo la felicità di quei giorni si è trasformata in forte preoccupazione per la vita che avevo in grembo. La mia figlia più grande vive in modo totalmente diverso e mi chiede ogni giorno quando torneremo alla normalità. Le ho promesso che appena sarà possibile faremo tutto quello che non abbiamo potuto fare in questo anno. Prenderemo un treno e andremo a visitare tante belle città italiane, andremo a mangiarci un gelato al mare in mezzo a tanti altri bambini, faremo un bel giro in montagna, correremo al parco, andremo in un negozio a provarci dei vestiti nuovi, abbracceremo e baceremo forte forte tutte le persone importanti della nostra vita. Ecco credo che questo brutto anno possa essere una grande opportunità per imparare ad apprezzare davvero ciò che prima era scontato. E per insegnare ai nostri figli che la cosa più preziosa che hanno, oltre all’amore incondizionato dei loro genitori, è la libertà”.

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