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IL CASO

Tribunale tra ex questura e banca

Metratura insufficiente per la sede che fu della Polizia di Stato. Ma complementare al palazzo di via Verdi

Tribunale tra ex questura e banca

L’ex sede della Questura di Rovigo oppure l’edificio che ospitava la banca d’Italia insieme a quello dove ci sono gli uffici della Provincia in viale della Pace. Sono queste due le opzioni che sono sopra il tavolo del ministero della Giustizia per poter ospitare il nuovo tribunale di Rovigo. Lo ha spiegato il sindaco del capoluogo, Edoardo Gaffeo, dopo un lungo excursus sui passaggi che hanno portato a questa scelta.

"E’ uno dei temi oggetto di dibattito in città, quello della scelta della sede del nuovo tribunale - la premessa di Gaffeo - ho già avuto modo di fare un passaggio formale con i capigruppo, illustrando loro gli step compiuti dall’amministrazione comunale e quelli che ci attendono. E’ in pendenza una autoconvocazione del consiglio depositata da un gruppo di consiglieri il 15 febbraio, che non credo sarà possibile evadere in tempo perché sarò in convalescenza nei prossimi giorni. Per questo nel consiglio di venerdì prossimo, al quale non parteciperò, si cercherà di gestire anche questo aspetto".

Proprio per questa assenza, Gaffeo ha ritenuto di aggiornare la situazione relativa al nuovo tribunale, partendo da un presupposto ormai “digerito”, quello sulla scelta del ministero della Giustizia di scegliere l’ex carcere di Rovigo come nuovo carcere minorile “un processo irreversibile per il quale sono già stati assegnati gli appalti relativi all’esecuzione dell’opera nel dicembre scorso”.

Gaffeo spiega come, nei vari viaggi compiuti a Roma in questo ultimo anno e mezzo, sia stata portata all’attenzione del ministero la mozione depositata - e comunque pure spedita - del consiglio comunale di Rovigo che chiedeva un vincolo rispetto alla sede del nuovo tribunale, ovvero che si ragionasse di aree centrali della città.

“La scelta del consiglio comunale l’ho discussa nell’incontro dello scorso settembre a Roma con i responsabili del ministero della Giustizia - ricorda Gaffeo - che ne hanno preso atto. L’appuntamento successivo è stato l’incontro online del 30 dicembre con i responsabili del ministero e dell’Agenzia del demanio al quale ho partecipato con l’assessore Luisa Cattozzo e la presidente del consiglio Nadia Romeo. La procedura che il ministero utilizza per individuare il luogo dove far atterrare gli spazi per la giustizia prevede l’incarico all’Agenzia dl demanio che faccia una ricognizione degli spazi di sua proprietà. E questa, a Rovigo, è avvenuta già tre volte con un unico risultato: lo spazio della ex Questura in via Donatoni. Non ce ne sono altre individuate e disponibili in città. O meglio l’altra, l’ex Caserma Silvestri, non è mai stata messa sul piatto. Una volta acquisita la risposta, se non è ritenuta percorribile dal ministero, parte la ricerca di mercato, che non riguarda solo il privato, ma anche le altre amministrazioni dello Stato e gli Enti locali. C’è una legge del 2015 poi, che è la stessa che ha introdotto la nuova geografia giudiziaria in Italia allargando l’area di Rovigo alla bassa padovana, che dice laddove vengano messi a disposizione dal Comune gli spazi, sono a titolo di comodato gratuito. Mentre le altre amministrazioni statali ragionano con il Demanio rispetto a locazioni o acquisto”.

Quindi, è evidente, il Comune può proporre, se gli spazi sono di sua proprietà, o condividere quanto scelto dal Demanio. Ma - ed era pure questo evidente - non può scegliere.

E infatti, come ribadito da Gaffeo, “ci hanno chiesto se fossimo in grado di individuare gli spazi in città che tenessero conto del nostro vincolo, ovvero in aree centrali, e del loro, una sede unitaria per quanto possibile, nel senso più stringente del termine“. In quella riunione la delegazione comunale ha proposto l’area dove c’è la sede di Asm spa “nella quale - ha spiegato Gaffeo - insiste l’ex Piruea con 45mila metri cubi disponibili, eventualmente espandibile nell’area privata limitrofa. Oppure il compendio composto tra ex Banca d’Italia, palazzo della Provincia e palazzo di vetro, di proprietà dell’Inps. Questi ultimi due palazzi, peraltro, hanno un grado di occupazione bassissima, intorno in media al 20%: un vero vuoto urbano”.

Il Comune di Rovigo è stato quindi contattato dal direttore generale del ministero della Giustizia che si occupa di questi aspetti di edilizia, Massimo Orlando. “Insieme a noi ha contattato anche l’Agenzia del demanio per fare una serie di approfondimenti tecnici - spiega il sindaco - il 15 gennaio abbiamo risposto alle sollecitazioni del ministero che ci chiedeva informazioni sulla fattibilità urbanistica. Quindi ci siamo trovati in prefettura, con i tecnici del Demanio, i quali hanno fatto una ulteriore proposta. Sulla base di alcuni progetti avanzati negli ultimi anni, l’Agenzia ha proposto quello che la Guardia di Finanza aveva commissionato per lo spostamento della sua sede nel 2015. Un progetto di 4.500-5mila metri quadrati, anche se il ministero, per il tribunale, ne chiede tra i 12 e i 14mila”. Ma qui è sorto un ulteriore problema. “Dagli approfondimenti urbanistici fatti dal Demanio risulta che l’area dell’ex questura è vincolata dai beni architettonici e ambientali - spiega Gaffeo - poiché all’interno del centro storico di Rovigo. E alla richiesta dell’Agenzia del demanio alla Regione su come si possa intervenire, la risposta è stata che mantenendo le attuali cubature, non ci sarebbero problemi, per superarle, visto che si svilupperebbero in altezza, non esiste uno strumento urbanistico a disposizione dell’amministrazione comunale di Rovigo che possa concederlo. Bisognerebbe attivare la Conferenza stato-regioni, strumento che supera in blocco la responsabilità comunale in termini urbanistici”.

Quindi via libera sì, ma per ricavare uno spazio massimo di 9.200 metri quadrati nell’area dell’ex questura. “Ovviamente non bastano - ribadisce il sindaco - così dopo un nuovo incontro al ministero dove abbiamo messo sul tavolo queste alternative, il dirigente Orlando ha scritto a tutti che avrebbe incaricato un tecnico per avviare approfondimenti su due soluzioni, scartando l’area Asm, e puntando su ex banca d’Italia più palazzo della Provincia da un lato, ex questura dall’altro. E su questa seconda ipotesi, quanto siano gli spazi mancanti e dove recuperarli. Anche se dalla discussione è emerso che sarebbero nell’attuale tribunale, dove a fronte di una differenza di 2.500 metri quadrati ne ha a disposizione 4.500”.

In settimana il tecnico, l’architetto Mattei, sarà a Rovigo per la ricognizione, affiancata dall’amministrazione comunale, dai tecnici del ministero e dell’Agenzia del demanio. “Entro il 10 marzo - conclude Gaffeo - l’architetto relazionerà il dirigente Orlando e capiremo quali siano le esigenze del ministero sugli spazi. Poi le proposte finiranno sul tavolo permanente istituito al ministero della Giustizia con l’Agenzia del demanio per le decisioni conseguenti, per gli esborsi economici da parte degli enti interessati in vista della chiusura dell’operazione”.

“Per questo - chiosa Gaffeo - posso dire che l’amministrazione comunale si è mossa, e non c’è stata alcuna inerzia. Anzi, siamo un interlocutore fondamentale del ministero che non vuole scavalcarci e, anzi, ha ribadito che non esiste la possibilità o il pericolo che il tribunale venga spostato da Rovigo”.

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