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OCCHIOBELLO

Dieci anni che Massimo non c’è più, ucciso in un attentato terroristico

La commemorazione: il 27 febbraio 2011 cadde in Afghanistan vittima di un attentato

Dieci anni che Massimo non c’è più, ucciso in un attentato terroristico

“Non mi aspettavo così tanta gente, mi ha commosso e fatto enorme piacere”. Mario Ranzani è il padre di Massimo, capitano degli Alpini che, il 27 febbraio 2011 cadde in Afghanistan vittima di un attentato terroristico. E ieri a Occhiobello, suo paese di origine, si è tenuta la commemorazione nel giorno del decennale dalla scomparsa.

Oltre a Mario e alla moglie Ione, erano presenti il sindaco di Occhiobello, Sondra Coizzi, i comandanti dei Carabinieri e Guardia di Finanza, le associazioni degli Alpini di Santa Maria Maddalena e dei Carabinieri in congedo. La manifestazione è stata organizzata proprio dagli Alpini, dei quali il capitano Ranzani faceva parte.

“Nonostante il periodo che stiamo vivendo - ha commentato Mario Ranzani - è stato un momento partecipato, io e mia moglie siamo stati contenti per la presenza del sindaco Coizzi che ci ha fatto la sorpresa di portare i bambini delle scuole elementari e delle medie. Il loro discorso di memoria di nostro figlio Massimo ci ha fatto un immenso piacere. E’ stata una cerimonia molto profonda, e devo ringraziare tutte le autorità civili e militari che hanno voluto partecipare. Ci hanno dato una emozione unica”.

Per l’occasione è stata deposta una corona di rose al cippo in sua memoria e in quella del maresciallo Mauro Gigli, anche lui occhiobellese, caduto sempre in Afghanistan.

Massimo Ranzani, all’epoca della tragedia tenente degli Alpini, era nato a Ferrara il 24 marzo 1974. Il 27 febbraio del 2011, a bordo del Lince del quinto reggimento Alpini di Vipiteno, con altri quattro commilitoni, ritornava da una missione a Shindand verso la base, dopo un’operazione di aiuto sanitario alla popolazione di quell’area. Il blindato sul quale viaggiava è stato distrutto dall’esplosione di un ordigno.

Nel luglio dello stesso anno il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha insignito il capitano Ranzani della Croce d’Onore alle vittime di atti di terrorismo o di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all’estero.

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