you reporter

IL CASO

Incredibile: scuola abusiva per no vax e no mask nello stabile parrocchiale

La segnalazione di un genitore: "Tutti sanno, nessuna fa qualcosa. Senza mascherine, senza distanziamento e con pranzo a buffet"

Incredibile: scuola abusiva per no vax e no mask nello stabile parrocchiale

Una scuola fai da te per no vax e no mask. Alla faccia di norme di sicurezza e distanziamento. La possibilità di educare i propri figli a casa è garantita dalla Costituzione, l’articolo 33 spiega con chiarezza che “qualsiasi privato ha la possibilità di costituire una scuola o un istituto educativo”.

La scelta di educare a casa i propri figli, dunque, è una scelta legale, a patto che i ragazzi prendano parte agli esami di Stato. Tutto legittimo non fosse che ad organizzare questa cosa sarebbero alcune famiglie no vax e no mask che, senza nessun rispetto delle prescrizioni attualmente in vigore per la lotta al contagio e alla diffusione del Covid-19, hanno organizzato una scuola per i propri figli utilizzando gli spazi messi a disposizione da un’associazione di promozione sociale nei locali della parrocchia.

Questo è ciò che emerge dal racconto di un genitore “pentito”, e che avverrebbe in una frazione di Badia Polesine, dove da diversi mesi una decina di bambini si ritrovano a fare lezione senza mascherina, senza distanziamento e senza nessun rispetto delle norme dettate dai vari Dpcm e dalle ordinanze. “I nostri bambini si ritrovano in uno stabile degli anni ‘60 che, da quello che mi risulta, è di proprietà della parrocchia di Crocetta - racconta Paolo (il nome è ovviamente di fantasia) gestito dal circolo Noi che ha sempre messo a disposizione in affitto, per feste e eventi anche privati. Sono circa una decina, tutti nati tra il 2013 e il 2014, figli di genitori ‘no vax’ e ‘no mask’. Inizialmente ho assecondato mia moglie ma mi sono poi reso conto che la cosa non è corretta nei confronti di tutti quei bambini che sono costretti a portare la mascherina per tutta la durata delle lezioni nella scuola pubblica. Gli stessi che poi i nostri figli incontrano al pomeriggio al parco o in gelateria e magari a casa hanno nonni anziani e malati”.

Una riflessione che, se la situazione è come lui stesso ci racconta, è assolutamente condivisibile. “Noi genitori ci siamo organizzati non appena è iniziato l’anno scolastico - continua Paolo - ingaggiando una maestra che credo sia di Lendinara, anche lei rigorosamente no mask, che li istruisce dalle 8 del mattino fino al primo pomeriggio. Il pranzo si svolge a buffet con vivande che ognuno porta da casa propria. I genitori dicono di essersi iscritti al circolo, per poter portare i figli senza incorrere in particolari problemi”.

Da alcune indiscrezioni, a Badia sarebbero una ventina le famiglie che dall’inizio dell’anno scolastico hanno scelto l’educazione parentale, ma solo la metà di questi sarebbe organizzata così. In Italia la legge prevede che le famiglie possano provvedere direttamente all'istruzione dei figli. Ma in questo caso il minore ha l’obbligo di sostenere un esame di idoneità per l’anno scolastico successivo, fino all'assolvimento dell'obbligo scolastico. Si tratta di quella che viene chiamata “homeschooling” o scuola parentale. Questo fenomeno, sembra suscitare sempre un maggior interesse Italia, dove l’idea di educare privatamente, a casa, i propri figli, specialmente in un momento non facile per la scuola italiana, è una possibilità che fa gola. I genitori o gli esercenti la potestà parentale, che intendono provvedere in proprio all’istruzione di minori soggetti all’obbligo di istruzione, devono rilasciare al dirigente scolastico della scuola più vicina un’apposita dichiarazione, da rinnovare anno per anno, circa il possesso della “capacita tecnica o economica“ per provvedervi. Il dirigente scolastico ha il dovere di accertarne la fondatezza. A garanzia dell’assolvimento del dovere all’istruzione, il minore e tenuto a sostenere un esame di idoneità all’anno scolastico successivo. Niente di grave, quindi, non fosse che la realtà nata a Badia, vede ragazzini frequentare le lezioni senza mascherina e senza nessun rispetto delle normative. Senza distanziamento e obblighi di igienizzazione. “Questa realtà è comunque nota in paese - continua Paolo, quasi a giustificare la sua posizione - tanto che molti genitori di figli che vanno regolarmente a scuola non faticano a manifestare un certo dissenso in quanto i ragazzi che frequentano la realtà di Crocetta, poi sono gli stessi che incontrano gli altri bambini al parco, in gelateria o ai giardini”. Con il rischio quindi di alimentare un contagio la cui diffusione continua a mostrarsi ad alta pericolosità.

Difficile, inoltre, sapere se l’amministrazione fosse o meno al corrente di questa grave situazione, e capire eventualmente perché maggioranza e opposizione, in Comune, non abbiamo cercato di approfondire ed eventualmente mettere fine ad una iniziativa scattata nei primi giorni di ottobre. Certo è che, come scritto nella circolare inviata dalla dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Badia Polesine-Trecenta ai sindaci, “A vigilare non è soltanto il dirigente della scuola ma anche il sindaco”. La parola, per fare completa chiarezza, ora passa all’amministrazione Badiese, all’istituto Comprensivo e, perché no, alla parrocchia.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 2
  • Angelo neroblu

    03 Marzo 2021 - 09:09

    Tutti se ne laveranno le mani dicendo e spergiurando di non saperne nulla!

    Rispondi

  • diduve

    03 Marzo 2021 - 10:10

    Boh, ormai si e' terrorizzati di tutto. Chissa' che rischio..

    Rispondi

LE ALTRE NOTIZIE:

GLI SPECIALI

speciali: TESORI un viaggio tra terra mare e lagune
speciali: TESORI tra fiumi terra e lagune

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl