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IL CASO

Scuola clandestina, molti sapevano

Tanti i cittadini che erano stati contattati per partecipare alle lezioni no vax e no mask

Scuola clandestina, molti sapevano

Ieri a Badia non si parlava d’altro: della scuola clandestina per no vax. E le conferme di chi sapeva si susseguono. Non pare, però, aver destato troppo stupore tra i genitori dei bambini che frequentano le elementari di Badia Polesine. Era infatti risaputa la notizia della possibile presenza di una scuola clandestina per no vax e no mask in forma di educazione parentale, senza seguire nessun tipo di distanziamento, senza mascherine e senza nessuna prescrizione per la lotta al Covid-19, nello stabile di proprietà della Parrocchia di Crocetta gestita dal circolo Noi.

Nonostante l’immediata smentita del comitato territoriale “Noi associazione” di Rovigo, sono almeno una dozzina i genitori badiesi che hanno confermato di essere stati al corrente della cosa. Alcuni di loro erano addirittura stati coinvolti durante l’organizzazione di questa scuola fai da te. Insomma il circolo Noi smentisce, ma le testimonianze di chi sapeva si moltiplicano.

Il circolo Il Comitato territoriale Noi Associazione di Rovigo ieri ha diffuso una nota di smentita per dire che “il Circolo Noi di Crocetta ha ricevuto in comodato d’uso gratuito alcuni locali di proprietà della parrocchia di San Sebastiano martire in Crocetta per attività ricreative promosse dal circolo stesso. La parrocchia di Crocetta, in quanto proprietaria, non è direttamente coinvolta nelle attività proposte dal circolo né tantomeno responsabile; va ulteriormente chiarito che tutte le attività promosse dai circoli della provincia (e quindi anche da quello di Crocetta) sono sospese dall’inizio della pandemia. Non risulta che, negli ambienti suddetti, si tenga alcun tipo di attività scolastica. Anche i controlli eseguiti in mattinata hanno, infatti, dimostrato come non ci fosse alcuna attività”.

Il sindaco Anche il primo cittadino, contattato telefonicamente, ha voluto fare alcune precisazioni. “Non eravamo assolutamente a conoscenza di fatti di questo tipo - ha spiegato il sindaco Giovanni Rossi - Questa mattina (ieri per chi legge ndr.) ho mandato la polizia locale a controllare e mi hanno comunicato che i locali erano chiusi e che non c’era nessuno. Non abbiamo, come amministrazione, nemmeno mai ricevuto segnalazioni di nessun genere su attività di questo tipo e dopo aver ricevuto il comunicato dell’associazione Noi che smentisce i tutto, non posso che fare altrettanto”.

La minoranza Più cauta la minoranza consiliare che, con un comunicato firmato dalla capogruppo di Adesso Badia, Idana Casarotto, ha chiesto chiarimenti all’amministrazione. “E’ nostro dovere impedire azioni di questo tipo e non ci capacitiamo di come sia possibile che solo adesso sia emersa questa realtà - scrive la capogruppo - le enunciazioni fatte dal primo cittadino in consiglio comunale in merito al non aver applicato sanzioni relativamente al Covid ci erano sembrate eccessivamente generose e forse non è stato saggio far passare il messaggio che si poteva abbassare la guardia. Quanto emerso ci riporta alla necessità di mantenere alto il livello di attenzione, forse ancor di più adesso che in molti sono esasperati dal protrarsi delle restrizioni imposte dall'emergenza. Evidentemente era radicata la decisione di far emergere la problematica, infatti due giorni fa anche al nostro gruppo consiliare sono arrivate delle voci di una scuola abusiva in un locale della parrocchia a Crocetta, ma vista la gravità delle accuse stavamo verificando l’attendibilità di queste indiscrezioni, ci sembrava strano che se questa scuola esisteva da mesi non fosse arrivata voce ad alcun amministratore, neppure di maggioranza, agli uffici, alla scuola, alla parrocchia proprietaria dell’immobile o comunque a qualcuno di vicino alla casa comunale. Speravamo che le voci si dimostrassero infondate”. Da tempo Una voce, quella della scuola abusiva, che nel comune polesano circolava da tempo, tanto che alcuni genitori, contattati nei giorni scorsi, hanno confermato che della cosa ne erano al corrente in molti, e in molti avevano deciso fosse giunto il momento di fare emergere la cosa.

“Siamo certi che il sindaco interverrà immediatamente per garantire il repentino avvio di un’indagine formale da parte delle forze dell’ordine. Avrà sicuramente tutto il nostro appoggio e disponibilità a collaborare anche per impedire che simili cose possano ripetersi - conclude la minoranza - chiediamo al primo cittadino di mettere costantemente a conoscenza le minoranze di qualunque nuova informazione ed evoluzione”. Categorico il sindaco anche sulla assoluta estraneità dell’amministrazione sulla gestione e sul controllo dell’educazione parentale. “E’ una cosa che gestisce interamente l’istituto comprensivo - conclude Rossi - A noi vengono comunicati solamente i nomi dei ragazzi che non frequentano più la scuola e non usufruiscono nemmeno dell’educazione parentale”. Un’informazione non completamente corretta visto che in data 23 settembre 2020, l’istituto comprensivo Badia Polesine-Trecenta, aveva inviato ai sindaci, agli assessori alla pubblica istruzione, ai docenti e alle famiglie, una circolare nella quale a pagina 3, alla voce “Vigilanza adempimento obbligo scolastico”, si legge che “la scuola che riceve la domanda di istruzione parentale deve vigilare sull’adempimento dell’obbligo scolastico dell’alunno. La competenza è del dirigente scolastico. A vigilare non è soltanto il dirigente della scuola ma anche il sindaco”.

E che l’educazione parentale non sia una rarità lo conferma anche Moreno Ferrari, leader regionale del movimento no vax: “Educare i figli a casa propria è legittimo. Sono in tanti che, nei mesi scorsi, hanno chiesto informazioni su come fare. In molti la pensano come me”.

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