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LA SCUOLA CLANDESTINA

Scuola abusiva per no vax e no mask: "Li vedevo entrare ogni giorno"

Il dirigente Natale: "Va fatta chiarezza. L’insegnamento parentale è un fenomeno in aumento"

Scuola abusiva per no vax e no max: "Li vedevo entrare ogni giorno"

04/03/2021 - 20:58

“Io li vedevo entrare in quell’edificio”. Si susseguono le testimonianze di chi sapeva della scuola no vax e no mask di Crocetta di Badia. Non sembrano placarsi le polemiche sulla scuola abusiva scoperta nella frazione di Crocetta di Badia Polesine dove, stando a quanto aveva raccontato un papà “pentito” e poi confermato da diversi genitori, alcuni bambini le cui famiglie avevano optato per l’educazione parentale, si trovavano quotidianamente senza mascherina, senza nessun tipo di dispositivo di protezione e senza seguire alcuna prescrizione nei locali della parrocchia gestiti dal circolo Noi (che l’altro giorno ha smentito categoricamente), condividendo gli spazi e addirittura la merenda o il pranzo.

Aumentano anche le testimonianze di badiesi che confermano come da parecchio tempo fosse attiva questa scuola fai da te miracolosamente scomparsa dopo l’uscita dell’articolo della Voce.

“Tutte le mattine passavo per Crocetta e vedevo i genitori portare i loro figli in quella struttura”, racconta una signora che per recarsi al lavoro transita quotidianamente nei pressi dell’edificio. “Ero convinta fosse una cosa risaputa e legale, tanto che spesso mi capitava di salutarli perché molti di loro li conosco anche”.

“Ero stato contattato a fine estate scorsa per far parte di questo progetto - dice un altro genitore, venuto a sapere della vicenda - Ero anche interessato inizialmente a questo tipo di lezioni, ma quando ho saputo che la finalità era legata semplicemente al fatto di non portare la mascherina o ad altre cose di questo tipo, ho rifiutato immediatamente”.

Due mamme hanno poi raccontato come la cosa pare fosse risaputa anche tra i genitori dei coetanei di questi bambini. “Uno di questi bambini era in classe con mio figlio - racconta una mamma - ed è stata la mamma stessa in più di un’occasione a raccontarmi, quando ci si trovava al parco, di come fosse strutturata la cosa e di come si svolgessero queste lezioni”.

Sulla vicenda interviene anche il dirigente dell’Ufficio scolastico di Padova e Rovigo Roberto Natale che, informato dell’accaduto ha voluto fare alcune precisazioni. “Non ero al corrente della cosa che, se confermata, è sicuramente grave: se ci sono state delle irregolarità va assolutamente fatta chiarezza. L’educazione parentale è un fenomeno in aumento sul quale sarebbe utile che le istituzioni si impegnassero per fare molta attenzione - spiega il dirigente - Non solo le scuole, ma anche i comuni sono chiamati ad aprire gli occhi su una cosa che, soprattutto in questo periodo, sta aumentando in modo esponenziale. In Italia esiste l’obbligo di istruzione ma la legge dice che se il genitore dichiara alla scuola, sotto la sua responsabilità, che è in grado di provvedere autonomamente all’istruzione dei propri figli, dimostrando di averne i mezzi, anche economici, per poterlo fare, la cosa è assolutamente fattibile. Su questo la cosa particolare sta nel fatto che non sono tenuti nemmeno a dichiarare le modalità con le quali provvedono alla loro istruzione - continua il dottor Natale -. Non esiste ancora una disciplina normativa che regoli questo fenomeno sicuramente in aumento in questo periodo di Covid, durante il quale sono molti i genitori contrari all’uso delle mascherine o, addirittura, contrari a mandare i bambini a scuola per paura del contagio”.

Sulla vicenda di Badia in particolare conclude: “Non conosco i fatti specifici ma, se dovessero essere confermati, sarebbe auspicabile una denuncia alle autorità competenti al fine di fare chiarezza”.

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