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CNA E CONFESERCENTI

“Imprese sfinite: si chiude, ma non arrivano i ristori"

La preoccupazione delle associazioni di categoria

“Imprese sfinite: si chiude, ma non arrivano i ristori"

Matteo Rettore, segretario di Cna Padova e Rovigo

05/03/2021 - 20:12

La notizia circolava già da giorni, ma l’ufficialità della zona arancione in Veneto è una doccia fredda per chi ogni giorno si interfaccia con migliaia di imprese nel territorio. “Siamo esterrefatti - spiega Vittorio Ceccato, vice presidente di Confesercenti Venezia e Rovigo - abbiamo fatto di tutto per stare alle regole e questo è il risultato. Anche i rappresentanti della scuola si esprimono in questo senso. Questo anno sembra passato quasi per nulla se viviamo ancora nella paura delle chiusure sistematiche, con un livello di sostenibilità ridotto al lumicino”. E condinua: “Si parla sempre di chiudere, ma non si parla di ristori o di sostegni che dir si voglia. Sono spariti dai radar. Eppure un anno è lunghissimo”.

Ogni nazione, regione o stato ha le sue peculiarità, ma il rapporto con altri stati è decisamente a sfavore dell’Italia. “Quando sentiamo dire - commenta a proposito Ceccato - che da altre parti sono più veloci con i vaccini, ci rendiamo conto che è tutto molto campato in aria”.

Per l’associazione di categoria che segue da vicino i commercianti, il feedback è sconfortante: “Sono tutti molto preoccupati e stanchi. Si ritorna all’asporto, questa forma di agonia per cui un’attività può tenere aperta, ma solo per asporto e in condizioni svantaggiose. Un contentino che contestiamo da qualche tempo come la gestione di questa emergenza, non sostenibile”. Ceccato conclude con una sferzata al governo Draghi: “Quel Dpcm lo potevo fare anche io, è una ripetizione dei precedenti”.

E’ molto preoccupato per tutta la situazione, sia epidemiologica che economica Matteo Rettore, segretario di Cna Padova e Rovigo: “L’arancione era inevitabile, bisognava fare i conti con il virus ed è inevitabile. Certo, per quelle categorie che si ritroveranno anche attorno al mondo della ristorazione sarà l’ennesimo salasso. Per loro e per tutta la filiera. Noi lavoriamo con l’artigianato. Pensiamo ai fornitori delle categorie che chiuderanno. Arancione significa un viaggio in meno del fornitore, una tovaglia in meno da lavare, non chiameranno l’idraulico per l’impianto da sistemare. Le nostre categorie rimangono aperte, ma di fatto hanno cali di fatturato mostruosi”.

Per la Cna sarebbe un risultato, che pare stia entrando in vigore, il calcolo dei ristori non per codici Ateco ma per calo di fatturato. “Cna lo ripete da settembre - sottolinea Rettore - Poi certamente ci sarebbe da capire se questi ristori arrivano e come arrivano. Una maggiore celerità è necessaria”.

La luna di miele del mondo economico con il governo Draghi è finita? “Attenzione, questo governo si è insediato da tre settimane e ha un’ampia maggioranza in parlamento - risponde Rettore - Già il fatto di non vedere litigi e teatrini è positivo. Le varianti pesano e 22mila nuovi contagi al giorno sono un fatto. Siamo preoccupati e speriamo solo che non si torni in arancione”.

K. Are.

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