you reporter

ZONA ARANCIONE

"Con questi numeri del contagio, giusto fermarsi"

La responsabilità degli esercenti rodigini. "Ma almeno arrivassero i ristori"...

"Con questi numeri del contagio, giusto fermarsi"

Joe, del Franchin

Baristi e ristoratori sono ormai rassegnati dal continuo cambio di colori, si adeguano alle restrizioni portate dal ritorno in zona arancione, anche se con tanta tristezza e l’umore a terra. E ancora una volta devono fare i conti con restrizioni, chiusura dei locali, tranne che per l’asporto, e calo del fatturato.

Da un lato la maggior parte di loro è consapevole dell’esigenza di adottare questa misure, i contagi continuano ad aumentare è necessario prendere una strada che porti alla diminuzione. Ma dall’altro lato però è un “dejavù”, dopo un anno ancora siamo in una situazione critica e non si vede la luce in fondo al tunnel. È l’ennesima batosta, che colpisce il mondo del commercio, senza oltretutto risolvere il problema. C’è chi pensa che i problemi siano altri, non le attività che hanno chiuso da tempo o aprono e chiudono come i bar.

Come Paolo del bar Coghetto: “Si conferma quello che avevo già detto in passato ovvero che il problema non sono bar, ristoranti, piscine, cinema ma, come ha ammesso anche Zaia, sono le scuole e i trasporti. Sembra una situazione senza fine, un continuo andare e venire da diversi colori che non fanno bene al commercio e alle persone. È un dejavù - conclude Paolo - la seconda volta in zona arancione e la terza che faremo solo con l'asporto e alla fine non si risolve comunque il problema”.

Lo stesso dice Nadia del bar El Cogheto: “Mi sento triste, demoralizzata e sfiduciata al massimo, ho 63 anni pensavo di vivere la mia vecchiaia tranquilla. È una pandemia certo, ma non ci tocca solo la salute ma anche tutto il resto. Se è necessario come dicono ci adeguiamo, ma per noi è l'ennesima batosta, anche perché aiuti non ne danno. Faremo asporto, conclude rassegnata, ma a Rovigo non funziona, non viene nessuno. Ho capito che bisogna tenere duro ma è un anno che teniamo duro”.

Usa le stesse parole anche Davide di Pane & caffè: “Dobbiamo inventarci qualcosa come è successo per il Natale, la Pasqua è alle porte bisogna tenere duro. Noi facciamo affidamento sui nostri clienti che sono sempre molto generosi, credo che la nostra clientela tornerà da noi volentieri, nonostante la zona arancione. La cosa che mancherà di più sarà la possibilità di fermarsi, di scambiarsi una parola in più”. Davide si sente un po' frastornato per i continui cambiamenti che destabilizzano, “ma bisogna accettarli e sperare soprattutto che servano”.

Sulla stessa linea anche Joe del bar Franchin: “Lo accettiamo, se è un provvedimento che ci tutela e ci porterà a lavorare con continuità nel periodo pasquale o in quello successivo si accetta volentieri, si fa un sacrificio. L'incidenza dei contagi è alta, purtroppo questa è l’unica difesa che abbiamo”. Poi spiega: “Questo primo mese di programmazione non era andato male, la gente aveva voglia di stare in piazza, di fare aperitivo sempre in sicurezza, stopparci ora è un po’ un fulmine a ciel sereno. Ma di fronte a un’emergenza sanitaria bisogna solo cercare di uscirne il prima possibile. Spero che sia uno sforzo congiunto da parte di tutti gli operatori così ne usciremo in maniera veloce”.

Anche Rubens del Corsopolitan era contento dell’ultimo periodo: “Avevamo iniziato a lavorare, stava andando bene, ora torneremo sicuramente a fare l’asporto e il pranzo come mensa per le aziende, speriamo in un futuro migliore”. Aggiunge: “Visto l’aumento dei contagi era abbastanza scontato che succedesse, ci auguriamo però che non sia troppo lunga, di non passare al rosso ma anzi di riuscire a riaprire per Pasqua”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:

GLI SPECIALI

speciali: TESORI un viaggio tra terra mare e lagune
speciali: TESORI tra fiumi terra e lagune

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl