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CORONAVIRUS IN POLESINE

Pienone da addio alla movida: tavolini prenotati dalle 15

Ieri è stata l'ultima giornata prima dell'ingresso in zona arancione. E in tanti hanno voluto esserci

07/03/2021 - 20:50

I più previdenti, hanno prenotato il tavolino con largo anticipo e si sono presentati al bar già a partire dalle 16, quando non addirittura alle 15.30. L’ultimo aperitivo, insomma, ha fatto il pienone. E del resto, non poteva essere altrimenti: ieri pomeriggio era davvero l’ultima occasione per stare un po’ in compagnia in un bar, con amici e conoscenti, a celebrare il rito dello spritz, ovviamente soltanto fino alle 18. Da oggi, e chissà fino a quando, tutto questo sarà soltanto un ricordo: e il rischio è che, prima di Pasqua, non ci siano nuove occasioni per un brindisi spensierato.

Effetti collaterali della zona arancione: e così, per evitare gli assembramenti a partire da oggi si è deciso di tenere bar e ristoranti chiusi 24 ore su 24. Con l’effetto che la gente si è riversata in massa in centro storico ieri, riempiendo i locali già da metà pomeriggio. Del resto, la bella giornata di sole ha spronato molti ad uscire, e l’ipotesi di un lungo periodo di semi-lockdown, che potrebbe protrarsi fino al 5 aprile, giorno di Pasquetta, compreso, ha fatto il resto.

Così, a metà pomeriggio, era davvero impossibile trovare un posto ai tavolini dei locali più gettonati del centro storico rodigino: tutto pieno, già soltanto con le prenotazioni. I gestori, ovviamente, hanno fatto di tutto per far rispettare le misure di sicurezza previste, ad iniziare dalle distanze. Mentre polizia, carabinieri e polizia locale hanno vigilato sul rispetto delle norme anche durante le passeggiate.

Ma il centro è rimasto affollato anche dopo le 18. Quando hanno chiuso i locali, infatti, non tutti sono tornati subito di filata a casa, ma si sono goduti le ultime ore di aria fresca, prima di tornare a casa per cena. Del resto, da oggi tutto questo non si potrà più fare.
Un duro colpo non soltanto al morale di tanti, ma anche al portafoglio dei lavoratori del settore. E non parliamo soltanto dei gestori dei locali: “Non so proprio quando tornerò a lavorare. Da domani (oggi, ndr) mi riposerò, ma senza vedere un soldo, avanzo ancora la cassa integrazione dello scorso anno”, dice una ragazza che fa la cameriera in un locale del centro. Da oggi, lei e le sue colleghe di bar e ristoranti, saranno a casa senza stipendio. Per un numero di settimane non prevedibile in questo momento.

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commenti 2
  • pmax89

    08 Marzo 2021 - 08:08

    ormai si ammalano i giovani, che continuino pure..

    Rispondi

    • Maass

      09 Marzo 2021 - 01:01

      Approvo, anzi i giovani sono già ammalati di depressione ecc ecc; stiamo imboccando una bruttissima strada....

      Rispondi

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