you reporter

CAFFE' BORSA ROVIGO

La sfida: niente Thun, se la giocano Borsari, Sguotti e il tandem Sfriso - Piccolo

Thun lascerà a fine mese, dopo poco più di due anni in città. “Gestione che non ha convinto”

La sfida: niente Thun, se la giocano Borsari, Sguotti e il tandem Sfriso - Piccolo

Un locale storico: il bar "Borsa"

In tre in corsa per rilevare il Caffè Borsa. E tra questi non c’è Thun: questo significa che, vada come vada l’apertura delle buste per aggiudicarsi lo storico bar di piazza Garibaldi, prevista per oggi in Camera di Commercio, il marchio altoatesino lascerà la nostra città, a poco più di due anni dal proprio insediamento.

A giocarsi la gestione del Borsa, potenzialmente fino al 2033, dunque, saranno tre “marchi” polesani. A presentare le offerte in busta chiusa, entro il termine fissato alla fine della scorsa settimana, sono stati l’Industria Dolciaria Borsari di Badia, la ditta Steel Horn che fa riferimento a Gianluca Piccolo, affiancato dallo “storico” socio Andrea Sfriso (assieme guidano quattro attività tra il centro e la provincia), e Giacomo Sguotti, titolare del Corsopolitan.

L’assegnazione al miglior offerente (sia dal punto di vista economico che in base al progetto presentato per il Borsa che sarà) dovrebbe avvenire, come detto, nella giornata di oggi. Ma il contratto che lega la Camera di Commercio, proprietaria dello stabile, alla Thun scadrà soltanto alla fine del mese: il Borsa, dunque, continuerà ad essere Thun Cafè ancora per qualche settimana, in attesa del passaggio ufficiale di consegne che potrebbe avvenire a ridosso di Pasqua. Poi, inizierà a tutti gli effetti una nuova era.

I “contendenti” di questa disfida (quasi) non hanno bisogno di presentazioni. Borsari è stato il primo ad uscire allo scoperto, annunciando - seppur mai pubblicamente - il proprio interesse a sbarcare nel cuore della città, affiancando un punto vendita rodigino all’avviata realtà badiese. Inizialmente sembrava che Idb potesse essere interessata ad insediarsi nella rotatoria di ponte Marabin, poi i piani sono cambiati ma l’azienda altopolesana - specializzata nella produzione di panettoni e colombe pasquali di alta qualità e con marchi prestigiosi, oltre alla pasticceria, e attiva anche nel ramo caffetteria - ha colto al balzo la possibilità di mettere le mani sul Borsa: un simbolo di Rovigo.

L’idea alla base dell’operazione potrebbe ricalcare sulla falsariga (ma si spera con maggiore fortuna...) quella di Thun: affiancare al bar uno spazio commerciale per i prodotti del proprio marchio. Così, il bancone resterebbe al suo posto per caffè, brioche e aperitivi, mentre nel lato del locale che si affaccia (con tanto di vetrine) sull’angolo vicolo Maddalena-via Bedendo al posto di statuine e angioletti di ceramica potrebbero arrivare proprio i panettoni Borsari, Giovanni Cova & C. e Muzzi. Insomma, un angolo dolce nel pieno centro città.

La seconda offerta presentata porta la firma di Gianluca Piccolo, che con il socio Andrea Sfriso guida già diversi locali, di diversa impostazione. Nel centro di Lusia, c’è la pizzeria Piccoli Sapori, a Rovigo invece Piccolo è titolare di Inki Makisushi, il ristorante giapponese che si affaccia su piazza Matteotti in pieno Corso del Popolo. Il suo socio, Andrea Sfriso, volto noto della “movida” rodigina, conduce invece il Canevone, nell’omonimo vicolo a due passi proprio dal Borsa, e ha da pochi mesi inaugurato anche il Basilico di via Badaloni, che insegue il rilancio.

Terza offerta (in ordine di tempo) quella presentata Giacomo Sguotti, titolare del Corsopolitan. “La mia idea - mette in chiaro le cose - è di continuità rispetto alla gestione di Lorenzo Paparella, l’ultima prima dell’epoca Thun. Vogliamo rimettere il Borsa al centro della città, farne il vero ‘bar del centro’, un punto di riferimento per tutti e dal volto spiccatamente rodigino. Un bar che possa essere ‘di famiglia’ per tutti i propri clienti”, dice Sguotti. Insomma, una specie di ritorno al passato. “Ma sì - spiega - l’idea mi è venuta quando ho visto che Thun non avrebbe continuato la propria avventura rodigina. La loro gestione non mi ha convinto e mi sono detto: speriamo che il Borsa non finisca in mano di qualche altro colosso del genere che di rodigino ha poco. Quel locale non ha bisogno di un marchio, è di per sé un marchio legato all’identità della nostra città ed è su questo che si basa il mio progetto”, svela.

E il Corsopolitan, che fine farà? “Al momento non ci ho pensato. Intanto ho partecipato a questo bando, poi si vedrà”, conclude Sguotti. Oggi, dunque, l’ora della verità per conoscere quale sarà la nuova vita dello storico Borsa.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:

GLI SPECIALI

speciali: TESORI un viaggio tra terra mare e lagune
speciali: TESORI tra fiumi terra e lagune

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl