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IL PROGETTO

"Vogliono trasformare la Transpolesana in una autostrada a pagamento"

Il coordinamento polesano de "Il Veneto che vogliamo" prende posizione contro questo progetto

Transpolesana, partono nuovi lavori

08/03/2021 - 09:14

"Per evitare che le indicazioni del Recovery Plan regionale siano calate dall'alto, senza condivisione, è necessario che territori e popolazioni non siano  esclusi dal processo di elaborazione del piano di ripresa e resilienza. Siamo consapevoli che la conoscenza dei requisiti per poter ottenere i finanziamenti europei è fondamentale per formulare proposte correttive e integrative  alle progettualità della Regione Veneto che avranno ricadute sul Polesine". Lo spiega Paolo Giolo, del coordinamento polesano de "Il Veneto che vogliamo".

"Per questo motivo 'Il Veneto che Vogliamo' provinciale - prosegue - ha approfondito lo studio delle macro-missioni e sta coinvolgendo gli amministratori locali su temi quali la digitalizzazione, la rivoluzione verde, l'inclusione sociale, la salute e sugli indirizzi dati fin qui dalla Regione. Sulla viabilità, in particolare, alcune proposte della Giunta Regionale lasciano alquanto perplessi. Ricordando, infatti, che i fondi europei sono utilizzabili per  'infrastrutture per una mobilità sostenibile', non è comprensibile come si punti a realizzare autostrade, invece di optare per la ristrutturazione e il completamento della  viabilità esistente, storicamente inadeguata,  che rappresenterebbe invece un elemento di inclusione territoriale e sociale per una provincia come la nostra".

"Il Polesine, infatti, potrebbe avere bisogno del completamento di un'arteria stradale quale la Transpolesana e di renderla finalmente efficiente e sicura: ma dovrà essere un’opera meno costosa, perché non dovrà essere a pedaggio e non dovrà avere le caratteristiche di un’autostrada, ma quelle di superstrada, per dialogare col territorio. E mobilità sostenibile vuol dire soprattutto ferrovie elettrificate, ciclovie, trasporti fluviali, etc. Perché la Regione vuole trasformare la Transpolesana in autostrada a pagamento (progetto bocciato dal Consiglio di Stato nel settembre 2019) con caselli ogni 20 km e con tutte le difficoltà e le problematiche dell'allargamento della sede stradale, insistendo con project financing sbilanciati verso il profitto del privato?".

"Il sospetto è che la Regione opti per un'opera faraonica perché irrealizzabile, perché sa bene che i 2 miliardi di euro necessari non potranno essere recuperati con il Recovery Fund: un'autostrada non è 'mobilità sostenibile', ecco perché non è stata indicata come un'opera prioritaria. Ma allora non è più ragionevole prolungare e mettere in sicurezza la superstrada Transpolesana, puntando ad un'opera concretamente realizzabile, dato che è più coerente con gli obiettivi del piano e prevede un investimento più contenuto?".

"É sempre una questione di scelte: scegliere la strada dell'impegno responsabile per realizzare un'opera fattibile e utile o scegliere di nascondersi dietro la propaganda del 'vorrei, ma non me lo fanno fare'? Noi di Il Veneto che Vogliamo siamo convinti che il Polesine debba essere protagonista del proprio futuro attraverso la serietà delle proposte di amministratori capaci di interpretare le reali esigenze di un territorio stanco di essere preso in giro. Per questo motivo ci mettiamo a disposizione di chi vorrà contribuire a individuare le forme di ripresa e resilienza veramente attuabili nel nostro territorio".

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