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VERSO IL NUOVO DPCM

Anche i negozi rischiano la chiusura

Maurizio Franceschi, direttore della Confesercenti: “Spero che non si arrivi a questo”

Anche i negozi rischiano la chiusura

09/03/2021 - 18:46

Ulteriori strette in vista, che potrebbero colpire anche i negozi. Non ancora scartata, ma improbabile, l’ipotesi di un lockdown totale, come richiesto dal Comitato tecnico scientifico, è invece sicura un’ulteriore stretta, con nuove restrizioni nel weekend, come la chiusura dei negozi e la zona rossa automatica al superamento di una certa soglia di nuovi contagi. A stabilirlo sarà il prossimo decreto di modifica dell’ultimo Dpcm approvato dal governo Draghi.

La soglia di cui si parla è quella dei 250 casi ogni 100mila abitanti. Nei territori dove si supera il limite scatterebbe in automatico la zona rossa. Ciò comporterebbe la chiusura delle scuole ma anche - è l’ipotesi di cui si sta discutendo - alcune restrizioni ulteriori, come lo stop alle attività non essenziali. E il Polesine non è poi così lontano dalla soglia limite: lunedì nell’Ulss 5 Polesana, per il distretto di Rovigo, il tasso era di 202,56 casi per 200mila abitanti; ieri, martedì, si è arrivati addirittura a 224,87. Insomma, il dato è preoccupante.

“Credo che dovremmo restare nei criteri già previsti a livello nazionale, ovvero quelli definiti sulla base dei colori giallo, arancione e rosso (anche arancione rafforzato, se così decidono le Regioni) - spiega Maurizio Franceschi, direttore di Confesercenti Metropolitana Venezia Rovigo - Aspettiamo di vedere cosa succede: effettivamente, se i dati peggiorano, potrebbero essere previste ulteriori restrizioni. Ma le aziende sono già in stato di sofferenza, quindi nuove limitazioni renderebbero ancora più dura la situazione. Va considerato che è già difficile adesso riuscire a tenere aperta un’attività, dato che i consumi si sono molto ridotti, a seguito della pandemia, nel commercio tradizionale e nella ristorazione. Perciò, tutti gli ulteriori provvedimenti di limitazione avrebbero ricadute pesantissime, dopo aver già passato un anno così difficile”.

Secondo Maurizio Franceschi, “ci fossero almeno, in tempo brevi, i ristori per le imprese così da garantirne la sopravvivenza, finchè la campagna vaccinale non potrà produrre effetti tali da riportare tutti ad una vita quasi normale. In effetti, l’impegno di tutti adesso è per la campagna vaccinale”.

“Ormai aperture e chiusure sono quasi la normalità, per cui meglio restare nei criteri già stabiliti in base ai colori delle zone - continua il direttore di Confesercenti Metropolitana Venezia Rovigo - Ovviamente, se i dati dicono che è il caso di chiudere, si chiuda, ma ogni volta che accade ci sono dei problemi. Vedremo cosa stabilirà il dpcm. Ma ci debbono essere adeguati ristori alle aziende, che non ce la fanno più. Spero, comunque, che non si arrivi alla chiusura dei negozi”.

Invece, la chiusura dei negozi è d’altra parte una delle misure allo studio per il mini lockdown del weekend su cui sta discutendo il governo da quando il Comitato tecnico scientifico avrebbe esplicitamente richiesto una serrata totale, simile a quella della primavera scorsa. Il lockdown totale nazionale è escluso, per il momento, quello limitato al weekend sembra invece certo.

Altro nodo da sciogliere è stabilire da quando scatterebbe il lockdown del weekend: l’intenzione è di fare presto, probabilmente già dal prossimo fine settimana, quello del 13 e 14 marzo.

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