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ZONA ROSSA

"Senza ristori, tanti chiuderanno per sempre"

Il drammatico grido di allarme delle associazioni di categoria

Il tunnel della crisi non è finito: ogni 2 giorni muore un’impresa

12/03/2021 - 19:40

“Per le attività economiche, queste nuove chiusure rischiano di essere una strage. Molti imprenditori hanno già gettato la spugna, la maggior parte degli altri non ha più autonomia: non possono reggere mesi in queste condizioni”. Non senza i ristori, “che devono essere immediati e certi”.

A dirlo è Stefano Pattaro, presidente di Confcommercio provinciale di Rovigo. Ma anche il suo omologo di Confesercenti, Vittorio Ceccato, è sulla stessa linea. “Le chiusure ci stanno e si fanno volentieri se servono a salvare vite - sottolinea - ma è necessario attivare il meccanismo dei sostegni e dei ristori, che nell’ultimo periodo è mancato completamente”.

Da lunedì, con il passaggio del Veneto in zona rossa, infatti, chiuderanno quasi tutti i negozi, esclusi ovviamente quelli di generi di prima necessità: ovvero, alimentari, farmacie, elettronica, ferramenta, edicole, profumerie, tabaccai, giocattolai e vivai. Mercati e centri commerciali resteranno chiusi anche nei giorni feriali, ma i negozi essenziali al loro interno possono restare aperti. Chiusi anche i parrucchieri.

Una serrata quasi totale che, eccezion fatta per i giorni “rossi” dello scorso periodo natalizio, di fatto non si vedeva, almeno da noi, dai giorni più bui della scorsa primavera, in piena epoca lockdown.

Anche alla luce di questo, lo stesso Ceccato sottolinea come, “da quando è stato emanato l’ultimo Dpcm non ci siano più stati aiuti per le attività costrette a chiudere, anche solo parzialmente. Il governo si è barcamenato fino ad oggi, ma è evidente che non è servito a nulla: l’incremento dei casi dimostra che siamo tornati indietro, e questo ci rammarica molto”.
Ogni volta che agli esercenti è stato chiesto di fare degli sforzi - sottolinea ancora Ceccato - “ci siamo adeguati, chiudendo o facendo investimenti per adottare presidi e modificare i locali. Ora non se ne può più: servono ristori per non restare schiacciati. Mi auguro - conclude - che quando finalmente si potrà riaprire lo si possa fare definitivamente, perché se ci ritroveremo ancora in una situazione altalenante sarà soltanto un modo per prolungare l’agonia di un intero settore economico”.

“Queste chiusure - riprende quindi il filo Stefano Pattaro - sono drammatiche per il commercio, ma siamo consci che la salute venga prima di tutto e che non ci si può certo mettere a discutere sulla necessità di provvedimenti di questo tipo. Dall’altra parte però - rivendica - non si può nemmeno pensare di scaricare il costo della pandemia tutto sulle spalle delle imprese. Da mesi chiediamo, con ogni filo di voce, che vengano istituiti aiuti e sostegni per le aziende, ma ogni appello finora è rimasto lettera morta. Ci aspettiamo un cambio di passo, altrimenti la pandemia si trasformerà in una catastrofe economica”.

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