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LA ZONA ROSSA

Il lockdown di Pasqua mette in ginocchio le pasticcerie

“Borsari”, “Porto Viro” e “Gocce di miele”: “Lavoreremo con asporto e consegne a domicilio”

Il lockdown di Pasqua mette in ginocchio le pasticcerie

13/03/2021 - 19:26

Un’altra Pasqua da passare in casa. Non solo: il dpcm che entra in vigore da lunedì 15 marzo prevede che anche le pasticcerie restino chiuse, potendo solo fare asporto e consegna a domicilio. Un colpo inferto alle attività dedicate alla ristorazione dolciaria, che però sono determinate a mettere in campo ogni sforzo necessario per poter lavorare, pur nei limiti consentiti dalla restrizioni.

“La situazione è drammatica per tutti e purtroppo dobbiamo fare i conti con questo - spiega Andrea Muzzi di “Borsari”, importante azienda di Badia Polesine - Noi ci siamo già attivati, cercando le soluzioni migliori per essere vicini ai nostri clienti: per questo facciamo asporto e consegna a domicilio dei prodotti. Lo facciamo non solo con i prodotti dolciari, ma anche con la ristorazione, portando il pranzo, sulla base del menù, ad aziende o professionisti”.

In questo periodo la produzione è concentrata soprattutto sui prodotti dolciari pasquali, come le colombe. “Questo è il mese che porta alla Pasqua e cerchiamo di affrontarlo nel modo migliore possibile, ma c’è il rischio di un grosso danno con le restrizioni. Certo, cercheremo di affrontare nel miglior modo possibile, e in una maniera pragmatica, la situazione. Per ora non c’è calo, ma da lunedì in poi i rischi saranno maggiori”.

Sandra Grandis è titolare (insieme alla mamma Luciana Laurenti, al fratello Paolo e alla figlia Cristina Melato) della “Pasticceria Porto Viro”, a Porto Viro. “Purtroppo non è una bella situazione per l’Italia, oltre che per il nostro territorio - spiega Sandra - ma diciamo che la zona rossa per noi non cambia quasi nulla rispetto a prima. Per quanto riguarda gli incassi, la pasticceria rappresenta l’80%, il bar il 20%. Ci siamo già strutturati da diversi mesi per cercare di parare il colpo, che era previsto. Peraltro, non ci siamo mai fermati, nemmeno nel primo lockdown. Abbiamo sempre lavorato grazie alla consegna a domicilio, con il servizio che si chiama ‘Noi a casa tua’, e con l’asporto. Dal 27 marzo del 2020, nemmeno un giorno di ferie. Praticamente sette giorni su sette al lavoro, a parte il lunedì pomeriggio e la domenica pomeriggio, solo d’estate. Siamo anche attivi su Facebook e Instagram”.

Il dpcm impone chiusure e divieti fino a Pasqua compresa. “Speriamo che la Pasqua vada bene comunque per il nostro lavoro. Vogliamo essere positivi, per carattere siamo ottimisti, abbiamo grinta: chi si ferma è perduto. E’ da un anno che non molliamo, anzi abbiamo sempre cercato di seminare e facciamo il possibile per fare bene il nostro servizio ai clienti: nessun deve restare senza dolci. Del resto, siamo nel mercato da anni”.

“Speriamo che non ci sia un calo di vendite - conclude Sandra - peraltro, abbiamo già ordinazioni grazie allo zoccolo duro dei nostri clienti, che abbiamo sempre coccolato”.

Marco Vanin è titolare, insieme alla sorella Barbara, del bar pasticceria “Gocce di miele”, a Rovigo. “Pasqua è importante per una pasticceria. Già dallo scorso anno, con il primo lockdown, grazie ad un’applicazione che utilizza Facebook, siamo riusciti a continuare a lavorare - spiega Marco - i clienti possono prenotare e venire a prendere il prodotto acquistato, per l’asporto, oppure chiedere la consegna a domicilio. Da quando abbiamo iniziato con questa modalità di lavoro, non abbiamo mai smesso di utilizzarla. Anche perchè i clienti si sono abituati ed è diventata la normalità. Ovviamente manca il modo di lavorare di prima, tradizionale, ma questo cambiamento ci ha permesso di salvare l’attività. In zona rossa, da lunedì, faremo più asporto e consegne a domicilio. A Pasqua, ci sarà un danno ovviamente, ma, dato che i clienti sono abituati alla nuova modalità, speriamo che il lavoro vada bene comunque”. Per Pasqua “Gocce di miele” preparerà non solo colombe, ma anche una speciale torta pasquale, che sarà venduta online.

Nel bar pasticceria lavorano dieci dipendenti, oltre ai due titolari. “La situazione è nera, ma cerchiamo di essere positivi, trovando idee e soluzioni per lavorare - conclude Marco - Anche i nostri ragazzi, il nostro personale, sono attivi e propongono idee per affrontare la situazione”.

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