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ZONA ROSSA

Nel weekend, assalto ai parrucchieri prima del lockdown

Jean Pierre: “Un’altra batosta”. Sabrina: “La gente è confusa”: Gessica: “Non è giusto chiudere”

Nel weekend, assalto ai parrucchieri prima del lockdown

13/03/2021 - 19:20

Da lunedì 15 marzo scatta la zona rossa anche in Polesine e, tra ieri e oggi, c’è un vero assalto a parrucchieri, parrucchiere e barbieri. Infatti, anche queste attività rientrano tra quelle che dovranno chiudere: raffica di prenotazioni e richieste tra sabato e domenica. Per questo diversi comuni, tra cui Rovigo, hanno emesso ordinanze per permettere alle attività di barbieri, acconciatori ed estetisti di restare aperte oggi.

Jean Pierre Giacobbe, parrucchiere e barbiere, è titolare con altri due soci del negozio “Parrucchieri J.P& Co”, che si trova in Piazza Papa Giovanni XXIII, 318, a Lusia, in cui lavorano diversi collaboratori. “Dopo l’arrivo della notizia della chiusura a causa della zona rossa, abbiamo fatto una riunione veloce con lo staff e ci siamo organizzati per dare un servizio ai nostri clienti fino all’ultimo - spiega Jean Pierre - la decisione è di stare aperti oggi (ieri sabato, nda) fino a tardi e domani (oggi, domenica, nda) fin che possiamo”.

“Per quanto riguarda questa decisione del governo, da una parte certamente posso capirla, ma non la capisco dal punto di vista di chi ha la partita Iva - aggiunge - Se chiudevano il sabato e la domenica, come avevano proposto, per me era la soluzione più consona; invece, con la chiusura totale ci troviamo con operai a casa, soci a casa, collaboratori a casa. E con quale aiuto? Negozi chiusi, problematiche che avanzano e si sommano ad altre, bollette, affitti, Iva, eccetera. Il problema è che nessuno blocca le tasse, i pagamenti vari non si fermano, tutto avanza come nulla fosse. Non vedo questo sistema di combattere una pandemia, mi sembra invece che si vogliano eliminare più attività possibili, distruggere l’economia”. “Dal mio punto di vista economico, si subirà un’altra bella batosta - dice Jean Pierre - Stiamo mettendo in azione le strategie di marketing che abbiamo studiato fino ad ora, per tenere più vicini i nostri clienti, ma è molto dura".

"Perché molti continueranno a lavorare in nero andando per case con il rischio di propagare il virus. E’ molto pericoloso lavorare casa per casa. La soluzione migliore era chiudere sabato, domenica e festività. Ora si pensa a terminare questo giorno e mezzo di lavoro: non cambierà molto, ma almeno daremo un po’ di serenità ai nostri clienti con un taglio pulito, bello e spensierato”. “Certo, dobbiamo stare attenti, in modo da far finire prima possibile questa situazione disastrosa - conclude Jean Pierre - non molliamo ora: restiamo concentrati perché è l’unico modo per non farci prendere dal panico. La pazienza è la virtù dei forti”.

Sabrina Zoppellaro titolare del “Salone Sabrina”, in via Campomarzo 9 C, a Lendinara, non è certamente contenta delle decisioni del governo e, in generale, della situazione. “Da quando è arrivata la notizia della zona rossa, la gente è confusa - spiega - nella zona rossa precedente le parrucchiere erano aperte, per cui molte clienti sono convinte che la settimana prossima saremo aperti, ma non sarà così. Chi ha capito che da lunedì non ci saremo è andato in tilt e ha fatto richiesta di poter tagliare i capelli, sistemarli o fare il colore. Abbiamo, quindi, deciso di risolvere la situazione aprendo mezza giornata domani (oggi domenica, nda) e fare qualche ora in più oggi pomeriggio (ieri sabato, nda). Mentre sarebbe bello lavorare in modo normale”. “Questa decisione non va bene, perchè la gente si muove lo stesso - aggiunge - Eppoi, non c’è tutto l’allarmismo che viene fatto vedere, mi sento presa in giro. Inutile bloccare a casa un tot persone che hanno un’attività o un negozio, quando poi tutto il resto è aperto. Dal punto di vista economico, in questo modo si mettono in ginocchio le attività e per me non è gusto. Ora dovrò stare un mese a casa. Certo, seguirò di più le cose familiari che devo fare, però preferirei vivere e lavorare serenamente, pensando ad un futuro sereno anche per i miei figli. Invece, così, ci tolgono anche la voglia di pensare al futuro”.

Gessica Gambula è titolare del negozio “Gessica Style”, in Viale della Pace 43 B a Rovigo. “Lavoro oggi (ieri sabato, nda) e domani (oggi domenica, nda), ho ovviamente avuto un aumento di richieste - spiega Gessica - La decisione di entrare in zona rossa e di far chiudere le nostre attività non servirà a combattere la pandemia, perchè o si chiude tutti o nessuno. Anche perchè ci saranno tanti negozi che resteranno aperti e in cui ci sarà comunque un assembramento. Mentre io, ditta individuale, faccio entrare una persona alla volta, ma mi fanno chiudere, e questo non è giusto. Dal punto di vista economico, sono tre settimane di lavoro perse ed è un bel danno: quasi un mese senza stipendio”.

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