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CORONAVIRUS IN POLESINE

Nessuna fuga dal Polesine per il "Caso Astrazeneca"

In Polesine nessuna fuga dopo il ritiro di un lotto a rischio: ieri somministrazioni avanti tutta

Nessuna fuga dal Polesine per il "Caso Astrazeneca"

13/03/2021 - 19:30

Nessuna fuga dalla vaccinazione, almeno in Polesine, dopo il ritiro di un lotto del vaccino AstraZeneca per approfondimenti.

Nella giornata di sabato 13 marzo, infatti, nella nostra provincia la campagna vaccinale è andata avanti tutta, senza defezioni rispetto al trend dei giorni precedenti. Le vaccinazioni, ieri, si sono tenute a Rovigo, Adria, Trecenta, Lendinara e Porto Tolle. Ben 1.500 quelle in programma, e che hanno coinvolto la popolazione over 80 e il personale della scuola: a quest’ultimo, in particolare, viene somministrato proprio il vaccino AstraZeneca (solo uno dei quattro lotti di prodotto consegnati alla Regione Veneto e da questa distribuito alle varie Ulss è stato bloccato).

Nessuna paura tra gli insegnanti, o quasi. Anzi, venerdì pomeriggio - proprio all’indomani delle notizie relative al ritiro del lotto del vaccino - qualcuno ha lamentato persino qualche coda al centro vaccinale altopolesano, dove avevano l’appuntamento per l’iniezione molti docenti. Sintomo, dunque, che la voglia di contribuire a superare questa crisi che da un anno ha cambiato il mondo a cui siamo abituati, batte anche l’eventuale paura.

Come dimostra anche Leonardo Raito, sindaco di Polesella e insegnante dell’università di Padova. Proprio in quanto docente, è convocato per domani, alla fiera del capoluogo euganeo, per il vaccino. “Partecipo alla campagna vaccinale”, conferma con convinzione in attesa di ricevere l’iniezione, che con tutta probabilità sarà AstraZeneca, come avvenuto per tanti suoi colleghi di ogni ordine e grado.

Ma nessun timore, anzi. “Diamo l’esempio - dice chiaro e tondo Raito - vacciniamoci tutti quanti. Sarà il modo migliore per uscire da questa devastante pandemia”.

“Nonostante sia un pauroso, e non abbia mai amato la siringhe - precisa il primo cittadino - penso che vaccinarsi oggi, in una situazione pandemica, sia un dovere civile, finalizzato a ridurre i rischi e a superare questa crisi”. Insomma, un’indicazione chiara.

E non può essere altrimenti. In ogni caso, molti di quelli che hanno fatto il vaccino AstraZeneca, nelle scorse ore, lamentano comunque qualche piccolo effetto collaterale, ma niente di insuperabile. “Indolenzimento al braccio, un continuo mal di testa e un po’ di spossatezza - racconta un insegnante polesano - io non ho avuto febbre, so di qualche collega che ha manifestato qualche linea di febbre, anche fino a 38 gradi. In 24 ore, però, tutto è tornato alla normalità”.

Fino a venerdì mattina, su 48mila dosi atraZeneca inoculate in Veneto (17mila relative al lotto poi ritirato per precauzione) sono state segnalate 349 reazioni avverse al vaccino, di cui 337 lievi, con stati febbrili inferiori a 38 gradi. Altre 12, invece, hanno manifestato febbre oltre 38, cefalea e dolori articolari. In due casi si è trattato di shock allergico, subito trattato. Tutte i casi - ha comunque comunicato la Regione - sono già stati risolti.

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