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L’INTERVISTA

“Non ho mai smesso di allenarmi. Nove ore al giorno”

Alessia Maurelli: “Nel periodo più buio, con le palestre chiuse, ci preparavamo nella hall dell’albergo”

“Non ho mai smesso di allenarmi. Nove ore al giorno”

14/03/2021 - 18:41

Tre volte campionessa del mondo, campionessa d’Europa nel 2018, ha partecipato all’Olimpiade di Rio nel 2016. Basta già questo per comprendere il valore di Alessia Maurelli, la 24enne capitana della nazionale di ginnastica ritmica dell’Italia che, nata a Rivoli (comune della città metropolitana di Torino), si è trasferita all’età di 6 anni con la famiglia a Santa Maria Maddalena, frazione del comune di Occhiobello.

Complessivamente ha partecipato a un’edizione dei Giochi olimpici (a Rio nel 2016), 5 dei campionati mondiali, 3 dei campionati europei e 2 dei Giochi europei. Tra i tanti titoli conquistati, come detto, è stata 3 volte campionessa del mondo, nel 2015, 2017 e 2018, nonchè campionessa d'Europa nel 2018.

Dopo il suo trasferimento, da giovanissima, in Polesine, ha cominciato a praticare ginnastica ritmica nell’associazione ginnastica estense Otello Putinati di Ferrara. Nel 2013 ha vinto i campionati nazionali di categoria e, con la società, ha ottenuto una storica promozione nella massima Serie, la A1. Così, nel gennaio 2014, è stata convocata dal tecnico Emanuela Maccarani a far parte della nazionale di ginnastica ritmica dell’Italia. Quindi, si è trasferita a Desio, sede permanente del centro tecnico federale. Alessia è aviere capo del centro sportivo dell’Aeronautica militare.

Per lei, come per tutti gli sportivi, da quando è scoppiata la pandemia a causa del Coronavirus, tutto si è complicato. E non è stato semplice affrontare l’ultimo anno. Anche perchè, ottenuto il pass per le Olimpiadi di Tokyo, è necessario essere nelle condizioni di prepararsi al meglio.

Alessia, come è andato questo lungo periodo legato alla pandemia da Covid 19? E’ riuscita ad allenarsi?

“Ad un anno dal primo lockdown generale, posso dire che, praticamente, non abbiamo mai smesso di allenarci. Anche quando l’Italia era completamente zona rossa, abbiamo continuato gli allenamenti in quanto avevamo un permesso speciale del Coni, mentre nel periodo più buio, in cui tutte le palestre erano chiuse, ci allenavamo nella hall dell’albergo che, ovviamente, non aveva altri clienti oltre a noi ginnaste, che ci viviamo. Il rinvio delle Olimpiadi di un anno è arrivato verso fine marzo e, man mano, sono arrivati gli annullamenti di tutte le varie tappe di Coppa del mondo che accompagnano l’anno sportivo. L’Olimpiade posticipata è stata un duro colpo, perché era il nostro obiettivo, ma ovviamente ce lo aspettavamo, visto che, di giorno in giorno, continuavano ad essere annullate gare in tutto il mondo e di ogni sport e, alla fine, vista la difficile situazione sanitaria, è stato sicuramente meglio così per l’incolumità di tutti. La prima e unica gara a essersi disputata nell’anno, regolarmente, sono stati i campionati europei a Kiev a fine novembre, ma, in accordo con la Federazione, non abbiamo partecipato. Oltre a noi anche le big Bulgaria, Russia e Bielorussia hanno deciso di non andarci. Invece, abbiamo partecipato a un incontro amichevole online organizzato dalla Russia, in cui ogni squadra eseguiva i propri esercizi nel proprio palazzetto e, attraverso un collegamento video, veniva valutato da una giuria presente fisicamente a Mosca. In quell’occasione abbiamo vinto tutti e 3 gli ori e speriamo sia di buon auspicio!”.

Quando crede che si tornerà a gareggiare? Quale è il prossimo impegno?

“Per quanto riguarda quest’anno, la situazione sembra diversa, nel senso che, attraverso rigidi protocolli e l’assenza di pubblico, tutte le gare sembrano essere confermate. La prima ufficiale è a fine mese in Bulgaria e condurrà ai Giochi olimpici. È la prima vera gara, che vedrà tutte le big internazionali dopo più di un anno di assenza, quindi sarà un appuntamento fondamentale e, sicuramente, un importante segnale di ripartenza per questo sport”.

Quante ore della giornata e quanti giorni a settimana dedica all’attività sportiva?

“Mediamente ci alleniamo 8 o 9 ore al giorno, distribuite tra mattina e pomeriggio, tutti i giorni tranne la domenica: è un vero e proprio lavoro per noi. I nostri allenamenti sono studiati appositamente e contengono molte fasi come riscaldamento, stretching, potenziamento muscolare, sbarra in cui eseguiamo esercizi di danza e, infine, le esecuzioni in cui eseguiamo e ripetiamo i nostri esercizi, che presentiamo in gara. Cerchiamo di migliorarli e aggiustare ogni piccolo dettaglio per cercare la perfezione”.

Quante medaglie ha vinto nel corso della sua carriera? Quali le più importanti e a quali è più legata?

“Fortunatamente, nel corso della mia carriera sportiva, con la mia squadra ho conquistato diverse medaglie, direi circa una settantina. Sicuramente, le più importanti e prestigiose rimangono quelle conquistate nei campionati mondiali ed europei. È difficile scegliere quella a cui sono più legata, perché sono molte e sarebbe scontato dire i tre ori conquistati ai campionati mondiali: ogni medaglia ha la sua storia. Sicuramente, porto nel cuore tutte quelle conquistate a Pesaro, quindi a casa nostra; poi, l’oro conquistato al Grand Prix di Thiais, in Francia, che è stata la primissima gara che ho disputato da capitano con la nuova squadra, nonché l’attuale. Anche l’esperienza olimpica - che purtroppo si è conclusa con un quarto posto - mi ha regalato emozioni che porterò sempre nel cuore. Infine, dico l’oro conquistato in coppa del mondo a Kazan, in casa delle fortissime ed eterne rivali russe, e le 3 medaglie conquistate agli europei di Guadalajara nel 2018, in cui abbiamo avvertito in pedana un’energia che mai avevamo sentito”.

Comprensibile che ci sia tanto desiderio di tornare a gareggiare e a vivere lo sport in una situazione di normalità...

“Per noi sportivi è sempre difficile attraversare periodi in cui non si può gareggiare, soprattutto per cause che non dipendono da noi. Ma la situazione la conosciamo tutti, quindi è assolutamente giusto prevenire prima di tutto la salute, che è la cosa più importante. Non vedo l’ora di poter tornare in pedana con la mia squadra perché viviamo di quelle emozioni e, se tutto va bene, tra qualche settimana finalmente torneremo a provare quei brividi, seppur senza tifosi”.

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