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IL CASO

Lo sport: “Fermi tutti o nessuno”

Giovanni Cattozzi: “Assurdo che possa lavorare solo chi è associato alle federazioni. Il governo deve far chiarezza”

Lo sport: “Fermi tutti o nessuno”

21/03/2021 - 19:57

Il segretario generale del Coni sabato ha mandato una comunicazione ufficiale nella quale ribadisce a tutti che “le società sportive degli enti di promozione sportiva non possono svolgere, nella situazione attuale, gli allenamenti”. Dunque, lo sport “minore” resta fermo. E in Polesine (e in Veneto) insorge il Csi: “Una scelta che non ci piace - dice il nuovo presidente regionale dell’associazione, l’adriese Giovanni Cattozzi - come Csi Veneto abbiamo subito chiamato il nostro presidente nazionale Vittorio Bosio, che ci ha chiesto di attendere per via di un incontro con altri enti di promozione sportiva, che è stato fissato per venerdì, in videoconferenza con tutti i presidenti territoriali e regionali”.

Ma ormai, la protesta è servita: nel mirino, il presidente del Coni Giovanni Malagò e il nuovo sottosegretario allo sport del governo Draghi, la campionessa olimpionica Valentina Vezzali. “Chiariamoci bene - dice Cattozzi - la nostra non è una protesta di chi chiede privilegi o di chi vuole tenere aperti per forza gli allenamenti con le scuole chiuse. Non chiediamo favori ma rispetto. Rispetto per le nostre associazioni sportive. Se le condizioni della pandemia in zona rossa richiedono un blocco totale delle attività sportive lo si faccia, ma senza discriminazioni”. Perché, per il Csi “è evidente che non c’è un rischio di contagio maggiore se ci si allena con una società sportiva affiliata ad enti di promozione sportiva rispetto ad una realtà associata ad una federazione. Se è necessario uno stop, deve esserlo per tutti. Il fatto che le società delle federazioni si possano allenare e le nostre società no non ci va proprio giù”.

“Detto questo - continua il presidente del Csi veneto - la nota positiva è che almeno la mail del segretario generale del Coni fa chiarezza in un contesto di totale confusione. Negli ultimi due giorni il governo ha creato una situazione ‘complicata’: nei fatti ha modificato i documenti ufficiali quattro volte in 48 ore e le realtà sportive non hanno capito più nulla. Gli esperti di diritto potrebbero rispondere che in realtà era tutto chiaro: può darsi, ma quel che è certo è che la ‘gente normale’ si è persa in interpretazioni e incertezze infinite. Alcuni enti di promozione hanno scritto alle loro società sportive dicendo: ‘Da oggi vi potete allenare, sono cambiate le Faq del governo’. Noi abbiamo preferito attendere per capire bene la situazione. Un’attesa che ci ha dato ragione. Nessuna società sportiva appartenente ad enti di promozione si può allenare sino a nuove indicazioni. La nostra posizione educativa - conclude Cattozzi - non abbiamo bisogno di spiegarla e non staremo qui a ribadirla. Adesso ci serviva fare chiarezza sul tema degli allenamenti e spiegare la confusione che si è generata. Noi continueremo a protestare sulla decisione del Coni non per far ripartire lo sport in zona rossa (non è questo l’intento) ma per dire e ribadire che non ci possono essere tra federazioni ed enti, realtà di serie A e di serie B. Su questo, civilmente e costruttivamente, ‘alzeremo la voce’. Noi proveremo a ripartire appena sarà possibile. Per ora però non resta che aspettare”.

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