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TRAGEDIA IN FAMIGLIA

"La mamma è morta, è colpa mia": giallo e indagini

Il 48enne si autoaccusa, ma la situazione appare molto delicata

"La mamma è morta, è colpa mia": giallo e indagini

Alberta Paola Sturaro, 76 anni, oiginaria di Rovigo, trovata morta in casa a Ferrara

22/03/2021 - 22:13

Quasi il contrario di un’indagine normale per omicidio. Laddove, normalmente, si deve capire a chi sia da attribuire la responsabilità, qui non solo si deve accertare se davvero la persona che si autoaccusa lo faccia a ragion veduta, ma persino se, davvero, si tratti di una morte violenta.

Una situazione non facile, quella che stanno affrontando gli inquirenti di Ferrara, in un vero e proprio giallo che ha collegamenti diretti con Rovigo. La donna trovata morta, nella mattinata di ieri, nell’abitazione di via Ghiara, nel centro del capoluogo estense, Alberta Paola Sturaro, 76 anni, è infatti originaria di Rovigo. A lanciare l’allarme sarebbe stato il figlio, Stefano, 48 anni, che viveva con lei. Dicendo che la madre era morta e che la colpa era sua. E, già a questo punto, la situazione si fa difficile.

Perché l’ uomo avrebbe difficoltà psichiatriche, per quanto mai compiutamente certificate. Una circostanza della quale gli investigatori, nel rapportarsi a lui, devono per forza di cose tenere conto. A quanto si apprende, il 48enne non avrebbe mai detto a chiare lettere di avere ucciso la madre. Avrebbe detto che la morte era colpa sua. Ma questo si potrebbe intendere in varie maniere: anche come un senso di colpa per una lite, una discussione per una bolletta, che potrebbe avere innescato un malore nella anziana donna. E’ una delle ipotesi.

Indirettamente, anche rispondendo a domande, a ipotesi che venivano fatte, però, il figlio avrebbe accennato a qualcosa di simile a un soffocamento con un cuscino. Un’azione della quale, però, non si troverebbe traccia sul corpo della donna, perlomeno a quanto emerge dai primi riscontri medico legali e dal lungo sopralluogo di polizia scientifica condotto nella giornata di ieri dai carabinieri.

Un giallo, insomma, da dipanare, senza avere troppa fretta di correre alle conclusioni e con tutte le necessità di tutelare anche una persona, con indubbie difficoltà, le cui “ammissioni” potrebbero essere frutto di un tremendo e devastante senso di colpa per una discussione in famiglia, come tante, non violenta, ma finita con un decesso.

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