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CRISI NEL COMMERCIO

“Calo di vendite, situazione triste”

Le attività sono in difficoltà: “Si lavora molto meno, c’è una netta riduzione del fatturato”

“Calo di vendite, situazione triste”

26/03/2021 - 11:22

Le restrizioni si fanno sentire. Al centro commerciale “La Fattoria” la gran parte dei negozi è chiusa e la zona rossa ha effetti pesanti anche sulle poche attività che sono rimaste aperte. Tommaso lavora nel negozio di telefonia Wind 3 e spiega: “Essendo considerato il nostro un servizio di necessità, c’è un po’ di flusso di persone, ma dal punto di vista economico commerciale poco o nulla. Buona parte dell’affluenza dei clienti è per problemi nell’uso del telefonino. Si registra una perdita del 30-40% rispetto alla normalità, per quanto riguarda le vendite e il fatturato, da quando c’è la zona rossa. Infatti, in zona arancione la perdita era stata minore, si attestava intorno al 10-15%. Va detto che, prima, venivano molte persone anche da fuori, come dal ferrarese, ma adesso, viste le restrizioni e l’impossibilità di muoversi, vengono meno.

A ciò, si aggiungono le titubanze per l’incertezza dovuta al fatto che le persone non hanno ben chiaro quali siano le possibilità e le condizioni di spostamento”. Anna lavora al “Brico Center”, negozio di ferramenta. “Le restrizioni imposte si sentono. La zona rossa ha limitato gli spostamenti - dice Anna - Prima venivano molti clienti dal ferrarese e dal Basso Polesine: risentiamo della loro mancanza. Facciamo comunque consegne a domicilio, come servizio per i clienti, che possono fare ordinazioni. Ma c’è comunque una riduzione, anche perchè molti preferiscono venire direttamente qui e vedere il prodotto. La riduzione dell’affluenza si registra soprattutto nel pomeriggio, si lavora di più la mattina: al mattino c’è un 20-30% in meno, il pomeriggio circa il 50%”.

Alessandra è commessa responsabile di “Original Marines”, negozio di abbigliamento per bambino: “C’è poca gente, le presenze sono molto ridotte all’interno del centro commerciale. Cerchiamo di tenere duro perchè siamo comunque un bene di prima necessità, per i bisogni dei bambini. Le entrate sono minime, si è perso tanto. Oltretutto ci affacciamo al periodo di Pasqua, che per noi era importante: la settimana precedente a Pasqua ha sempre avuto un peso importante per noi. La zona rossa ci ha tagliato le gambe”.

Simonetta è titolare di “Bottega Verde”, negozio di erboristeria. “La situazione è un po’ triste - spiega Simonetta - Essendo in zona rossa, la gente non si muove. Quindi, adesso non c’è molto movimento. Le perdite si attestano intorno al 40%. Vendiamo beni considerati di prima necessità, ma le persone hanno paura di uscire. A questo si aggiunga che c’è confusione tra la gente, per quanto riguarda le condizioni per gli spostamenti”.

Riccardo è commesso a “Non solo sport”, negozio di abbigliamento, calzature e attrezzature per uso sportivo: “L’affluenza di clienti è calata molto, purtroppo. C’è stata una riduzione di circa il 40-50% rispetto al periodo successivo al primo lockdown. Le restrizioni attuali hanno ridotto ancora di più il numero di clienti. C’è stata anche una riduzione nell’afflusso di persone: siamo passati da 500 a circa 200 ingressi al giorno. Anche noi, dopo le ultime restrizioni, lavoriamo meno ore”.

Martina è commessa alla “Benetton”, negozio di abbigliamento donna e bimbo, che ora è aperto soltanto per quanto riguarda il settore bambini. “La situazione è molto triste - sottolinea Martina - Come si può vedere, la metà dei negozi del centro commerciale è chiusa. Ci sono tantissimi clienti in meno, teniamo aperto per dare il servizio. Ma lavoriamo un quarto rispetto a prima, in pratica si è perso trequarti del lavoro. L’abbigliamento per bambino è considerato un bene di prima necessità, per cui siamo rimasti aperti, ma il negozio in questo momento è aperto a metà. I clienti affezionati che abitano in zona o comunque in provincia di Rovigo vengono, mentre quelli del ferrarese, di Santa Maria Maddalena, Adria, Basso Polesine o Monselice, non vengono. Speriamo che finisca presto questa situazione”.

Cinzia è responsabile vendite di “Progetto Vista”, negozio di ottica: “Abbiamo avuto come tutti un calo, ma fortunatamente, visto il nostro settore, siamo considerati un presidio medico e vendiamo prodotti di necessità. Perciò, non abbiamo registrato grosse perdite, abbiamo sempre continuato a lavorare. I clienti, anche se vengono da fuori comune, possono venire qui con l’autocertificazione, dovendo richiedere un bene di prima necessità. Quindi, abbiamo avuto certamente perdite ridotte, contenute, rispetto ad altri settori. Facciamo, già dal primo lockdown, anche servizio a domicilio per chi ha bisogno e non può spostarsi”.

Infine, esprime il suo pensiero Alessia, titolare di “Zooplanet”, negozio che vende articoli per animali: “Sono fortunata perchè rappresentiamo un servizio essenziale per gli animali. C’è un po’ di passaggio, era andata peggio nel primo lockdown, lo scorso anno. Ora si lavoricchia, ma c’è il 40% in meno di guadagno”.

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