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Chioggia

Mazzaro: “Criminalizzati da un docufilm”

Il direttore del Mercato ittico all'ingrosso: “I pescatori sono nella stragrande maggioranza guardiani dei mari”. E scrive una lettera a Netflix

Mazzaro: “Criminalizzati da un docufilm”

26/03/2021 - 23:16

Il direttore del Mercato Ittico di Chioggia, Emanuele Mazzaro, contro il documentario di Netflix Seaspiracy: “E’ un attacco duro e a tutto campo nei confronti del settore della pesca”. In questi giorni in cui si dibatte quasi ogni giorno sulla riduzione dello sforzo pesca in Europa, è uscito anche in Italia, sulla popolare piattaforma Netflix, un documentario destinato a fare discutere. Il tema dovrebbe essere proprio quello della pesca sostenibile, ma in realtà il direttore del mercato ittico e amministratore unico di Sst, Mazzaro, ci vede un vero e proprio attacco alla categoria tanto da scrivere una severa lettera aperta a Netflix. Il documentario ha già ricevuto molte critiche anche negli States.

Ho visto Seaspiracy e sono rimasto profondamente deluso - spiega Mazzaro nella sua lettera - sarebbe tutto condivisibile se ai principi ispiratori sbandierati dai registi (attivisti) non corrispondesse un taglio criminalizzante di un intero settore e di una categoria di lavoratori troppo spesso bistrattata. Il problema dell’inquinamento delle acque e del globo non può essere di certo scaricato con tanta facilità ed immediatezza su persone che fanno un mestiere durissimo, usurante e in certe situazioni addirittura pericoloso. Ssi pensi al sequestro dei pescatori di Mazara del Vallo in Libia”.

I pescatori, nella stragrande maggioranza dei casi, sono invece dei veri e propri guardiani dei mari e hanno tutto l’interesse alla salvaguardia del loro luogo di lavoro e di vita - prosegue - in giro per il mondo ci possono essere delle sacche di illegalità, ma la realtà generale non è di certo quella apparsa e trasmessa nelle immagini e nelle parole del docufilm. Ci sono stati dei pescatori che hanno lamentato addirittura un certo imbarazzo quando i figli reduci dalla visione del film li hanno esortati a cambiare lavoro”. Da Chioggia il malumore nei confronti di questo modo di fare informazione-cinema è palpabile e la categoria chiede a Netflix Italia di riparare efficacemente offrendo una finestra informativa all’altro lato della pesca, quella buona che il mercato vuole tutelare. La lettera aperta è stata indirizzata a Paolo Lorenzoni, direttore marketing del colosso statunitense per Italia e Grecia.

“Il mondo della pesca - conclude Mazzaro - è fatto di tanta intraprendenza, passione e amore incondizionato verso il mare: noi abbiamo lanciato il Progetto Custodi dell’Adriatico che serve a trasmettere questo genere di sensibilità. Stiamo lavorando per la sostituzione delle cassette di polistirolo con materiali compostabili e meno impattanti, stiamo partecipando a sperimentazione per sviluppare combustibili a partire dai rifiuti marini, siamo impegnati su tutti i fronti per far capire al grande pubblico che la sostenibilità non può prescindere dall’economia nel suo insieme”.

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