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Storia di un (vero) giovane eroe

I ragazzi hanno incontrato Paolo Siani, fratello di Giancarlo, ucciso a 26 anni dalla camorra

Storia di un (vero) giovane eroe

L’onorevole Paolo Siani incontra le classi terze dell’istituto comprensivo di Lendinara e dà uno spunto concreto per il prossimo tassello del percorso sulla legalità portato avanti dalla scuola. Lunedì 22 marzo, il giorno successivo alla celebrazione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia, è continuato il ricordo delle vittime di tutte le mafie a scuola e le classi terze dell’Istituto comprensivo di Lendinara hanno incontrato in videoconferenza l’onorevole Paolo Siani. Siani è deputato della Camera, medico specializzato in Pediatria, ma anche e, in questo contesto particolare, soprattutto, fratello del giornalista Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra nel 1985 per il suo essere un personaggio scomodo capace di scrivere della connivenza tra “Cosa nostra” e la famiglia del boss Nuvoletta.

Un giovane giornalista ucciso per gli articoli di inchiesta che pubblicava e la cui figura è stata resa nota a livello nazionale dal film “Fortapàsc”, che racconta appunto della sua breve vita e del suo impegno sociale. Un ospite davvero d’eccezione per il comprensivo che, seppur purtroppo a distanza, ha raccontato la storia del fratello, Giancarlo invitando i ragazzi a guardare il film “Fortapàsc”, appunto, diretto da Marco Risi che tratta proprio della breve vita del giovane giornalista, freddato a soli 26 anni. L’onorevole Siani non si è limitato a rendere omaggio al fratello raccontandone la storia e parlando di legalità, ha anche proposto un’idea che è stata subito accolta con entusiasmo dalla scuola: dedicare ogni aula a una vittima innocente di mafia. Una proposta che ben presto ha fatto breccia negli studenti, davvero appassionati e interessatissimi a questo incontro.

“Paolo Siani non ci ha raccontato solo del fratello, ci ha parlato anche di quello che incontra andando per le scuole - spiegano infatti i ragazzi del comprensivo - e ha portato questa idea”. “Con queste intitolazioni aggiungiamo un altro tassello alla conclusione di fine anno di questo percorso che è stato portato avanti fin dall’inizio della scuola – commenta la dirigente scolastica Laura Riviello – i nomi per le intitolazioni delle aule verranno scelti tra i bambini vittime di mafia”. “Si tratta - prosegue l’entusiasta resoconto della dirigente scolastica - di un’idea che ci è piaciuta da subito e che abbiamo fatto subito nostra”.

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