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“12 ore in attesa, senza una visita”

Una coppia polesana aveva portato la suocera al pronto soccorso di Rovigo “aveva una vertebra fratturata"

“12 ore in attesa, senza una visita”

29/03/2021 - 00:31

12 ore di attesa al Pronto soccorso su una sedia a rotelle. E poi la beffa finale con il medico che se ne va senza visitare l’anziana. Una vibrante lamentela da parte di un polesani per il trattamento alla suocera 83enne. La pandemia e l’emergenza sanitaria che hanno investito l’Italia, e il Polesine, da oltre un anno, stanno alterando servizi e tempi di intervento. Medici e infermieri sono sottoposti a turni pesanti e lavoro encomiabile, ed anche per questo essere puntuali nelle risposte alle esigenze di tutti diventa sempre più complicato. Ma il diritto alla salute e all’assistenza non deve mai essere messo in discussione. Ed ecco allora la segnalazione di un residente in Polesine.

Rimarco - dice il polesano - il trattamento riservato dal pronto soccorso di Rovigo ad una persona anziana di 83 anni, con una vertebra fratturata”. Il racconto inizia quando spiega che “Mia suocera della provincia di Rovigo, pensionata, malata oncologica due notti fa ha fatto uno sforzo importante per soccorrere mio suocero, scivolato dal letto, con un forte ma di la schiena. Sembrava il classico colpo della strega che tuttavia non accennava a diminuire neppure con il riposo forzato di 2 giornate. Mia moglie allora ha deciso di portare, l’altro giorno alle 8, la madre al pronto soccorso di Santa Maria Maddalena”. La signora poi è stata sottoposta a radiografia e Tac con una diagnosi di una frattura di la vertebra, e l’invito “a rivolgersi tempestivamente all’ospedale di Rovigo per una visita da un ortopedico di cui il punto medico di Santa Maria è sprovvisto”.

Il racconto continua con l’arrivo “poco prima delle 15, e dopo aver superato triage e tamponi, inizia l'odissea”. Il polesano specifica che “mia moglie è stata invitata ad attendere in auto al parcheggio, mentre mia suocera è stata fatta accomodare su una sedia a rotelle in attesa di una visita. Le è stato assegnato codice bianco, prospettata un’attesa di qualche ora. Alle 20 le ore di attesa sono cominciate ad ad essere 5, poi 6,7,8,9. A mezzanotte mia moglie esausta ha chiesto lumi ed è stata rassicurata, le è stato detto che le visite stavano proseguendo”.

L’attesa si è quindi protratta ancora e dopo “all’una di notte - continua il polesano - ho sollecitato mia moglie ad informarsi con il pronto soccorso in quanto ritenevo che avesse inteso male, pensando che la sua mamma fosse stata ricoverata in attesa della visita nella prima mattinata. Invece mia moglie è stata ancora invitata ad attendere”. Nel frattempo l’83enne, con una vertebra fratturata, seduta su una sedia a rotelle dalle 15, stava continuando, senza protestare ad attendere il suo turno”. Alle 3.15 un nuovo colpo di scena quando una infermiera “ha avvisato mia moglie che il medico era andato via. Ci sono rimasto di stucco, come andato via? Così all’improvviso? Lasciando un’anziana con una frattura in attesa per 12 ore? Senza nessuna visita”. Il disappunto del cittadino della provincia di Rovigo è stato grande: “il disservizio - esclama - non si giustifica, la disumanità neppure. In un paese civile l’azienda sanitaria locale contatterebbe il paziente per chiedere umilmente scusa? Segnalo l’episodio Per evitare che questo trattamento venga riservato ad altre persone, soprattutto anziani, degni di ben altra considerazione”.

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