you reporter

BIBLIOTECA

Migliorini e Dante, che duello!

Al relatore donata la foto della ceramica attica del museo con l’incontro tra Achille e l’eroe omerico.

Migliorini e Dante, che duello!

E’ difficile trovare qualcuno che abbia il coraggio di confrontarsi a tu per tu con Dante Alighieri. Inimmaginabile che qualcuno possa dare dell’ignorante al Sommo Poeta. Luigi Migliorini non ha certamente questi problemi: né di sudditanza, né tanto meno di reverenza. E come se non gli bastasse un avversario, se ne prende due: a Dante dà dell’invidioso nei confronti di Ulisse, Virgilio lo apostrofa come menzognero perché davanti all’eroe dell’Odissea, approfittando del buio, si camuffa da Omero.

Ma la chicca della giornata è quel dare dell’ignorante al “poeta fiorentino perché non deve aver letto l’Odissea”. Solo Migliorini poteva permetterselo e non perde l’occasione offertagli, invitato dalla biblioteca comunale a parlare del dialogo tra le due coppie Dante-Virgilio con Ulisse-Diomede, nell’Inferno, canto XXVI, ottava bolgia dell’ottavo cerchio.

L’incontro ovviamente si svolge in videoconferenza per rispettare le norme di sicurezza sanitaria anti Covid. Introduce il sindaco Omar Barbierato con un breve saluto. Da parte sua il referente della biblioteca Antonio Giolo fa una breve presentazione del relatore: dalla stagione politica alla professione di avvocato, senza dubbio di “grido” come puntualizza, da personaggio culturale poliedrico a interprete di uno stile di vita prettamente anticonformistico.

Migliorini subito rivolge un cordiale saluto a Crepaldi che “ricordo sempre con profondo affetto per essere stato mio professore che mi ha fatto amare la letteratura e la filosofia”. Infatti Livio sapeva bene come coinvolgere l’eccentrico nel Dantedì. “Quando mi ha proposto una conferenza sulla Commedia – confessa Migliorini – in un primo momento mi sono opposto. Quando ha aggiunto che per me aveva pensato al canto dedicato a Ulisse, allora mi sono sentito colpito al cuore ed ho ceduto”.

L’avvocato parte subito con l’arringa per contestare il poeta fiorentino che mette l’eroe omerico nell’Inferno. Prima obiezione. “Ulisse – spiega Migliorini – viene messo tra i consiglieri fraudolenti, in effetti lui non consiglia nessuno, attua l’inganno come arma di guerra, insieme a Diomede escogita il mitico cavallo che costringe Troia alla capitolazione. Tra l’altro pone fine a una grande guerra sanguinosa. Dovrebbe essere premiato per la genialità, come fede Archimede inventando i giochi degli specchi che facevano bruciare le navi costringendo i Romani a faticare più del previsto prima di piegare i Siracusani”. Seconda obiezione. “Ulisse e Diomede vanno a scovare Achille che vestito da donna si era imboscato perché invaghitosi della figlia del re e gli dicono di vergognarsi”.

Terza obiezione. “Ancora una volta Ulisse e Diomede mettono a frutto la propria intelligenza, capacità e coraggio nell’andare a Troia travestiti da mendicanti, mentre infuria la guerra, per portare via la statua di Athena, in quanto si credeva che la vittoria sarebbe andata alla città che possedeva questa statua. Ecco perché – incalza l’avvocato – Ulisse andrebbe premiato per genialità ed eroismo, certamente non condannato. L’unico reato è il furto, ma siamo in tempo di guerra”.

Migliorini ha “profonda ammirazione per Ulisse, insieme a Spartacus, sono i miei due miti dell’antichità”. Analizzando la figura dell’eroe omerico, secondo l’avvocato “Ulisse è precursore dell’Illuminismo, incarna alla perfezione la celebre frase di Immanuel Kant: l’illuminismo è l’uscita dell’uomo dalla stato di minorità che egli deve imputare a se stesso; minorità è incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro”. Ed ecco il passaggio decisivo che fa di Ulisse un mito universale di tutti i tempi: “Questa minorità è imputabile a se stesso se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro”. Migliorini conclude citando la fortunata trasmissione televisiva di Piero e Alberto Angela: “Ulisse, il piacere della scoperta”. Per poi aggiungere: “Ulisse ci insegna che andare alla ricerca di cose nuove è il vero piacere della vita, a Itaca poteva fare la vita da re, invece affronta l’avventura per nuove conoscenze, senza fermarsi di fronte a nessun tabù”.

La videoconferenza si conclude con una piacevole sorpresa. Nel finale appare la direttrice del museo archeologico nazionale Alberta Facchi per annunciare che “al museo si trova un reperto di ceramica attica che riproduce l’incontro tra Ulisse e Achille”. La foto del reperto è stata incorniciata e sarà consegnata a Luigi Migliorini a ricordo della lezione su Ulisse, nell’indimenticabile sfida con Dante Alighieri.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: TESORI un viaggio tra terra mare e lagune
speciali: TESORI tra fiumi terra e lagune

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl