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La dura vita del “somministrato”

Ex lavoratore di Amazon racconta il trattamento subito dalle agenzie interinali. “Avevo chiesto un riposo, non mi hanno rinnovato”.

La dura vita del “somministrato”

“Il danno più grande ai lavoratori, lo fanno le agenzie interinali”. Parole che fanno riflettere, quelle pronunciate da alcuni lavoratori che hanno svolto il loro incarico nella sede Amazon di Castelguglielmo e che alla scadenza dei tre mesi, non si sono visti rinnovare il contratto nonostante i complimenti ricevuti durante il periodo di lavoro.

“Sono stato assunto, come quasi tutti, con un contratto Mog di 16 ore. Una sorta di ‘diavoleria contrattuale’ che garantisce un minimo di 16 ore settimanali ma che praticamente per tutti si trasforma in tutt’altro, impegnando il lavoratore anche sette giorni su sette. Avevo un Mog di 16 ore e nel mese di novembre ho fatto per tutti i trenta giorni il turno di notte, e quando ho rifiutato due giorni per riposarmi, sono subito stato chiamato dall’agenzia interinale che si lamentava di questa mia richiesta” racconta un ‘somministrato’, come viene definito chi viene assunto dalle agenzie interinali. Sì, perché i lavoratori impegnati nel colosso dell’e-commerce mondiale si suddividono principalmente in due categorie: quelli che sono riusciti a strappare un contratto vero e proprio, e quelli che invece sono appesi al “monte ore garantiti” o ad altri tipi di flessibilità proposti dalle agenzie interinali.

“Io avevo un Mog di 15 ore settimanali - continua il lavoratore polesano - ma poi ogni settimana mi chiedevano di lavorare almeno sei giorni. Come tutti quelli messi come me, cercavo di dare il massimo nella speranza che mi venisse rinnovato il contratto come mi era stato promesso più volte - continua l’ex dipendente - Non mi lamentavo mai ed ero praticamente sicuro che mi avrebbero fatto un contratto di almeno altri tre mesi, e invece l’ultima sera mi hanno detto che per un calo di lavoro non mi avrebbero rinnovato il contratto. E pensare che la sera prima mi avevano già dato l’incarico di formare nuovi dipendenti come stavo facendo da tempo”.

“Quando ho rinunciato all’ampliamento di orario, dopo 4 settimane che facevo sette giorni su sette, l’agenzia mi ha chiamato per chiedermi il perché, dicendomi che era stata Amazon a lamentarsi. Quando però ho chiesto ai dirigenti di Amazon, mi hanno spiegato che a loro non interessava, e che a loro bastava fossero coperte le ore garantite, sulle altre non potevano dire nulla. E’ tutto assurdo", conclude. 

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