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Moda, “catastrofe senza senso”

Per il secondo anno, chiusi nel momento clou della primavera. "Ci costringono a farci furbi".

Moda, “catastrofe senza senso”

01/04/2021 - 17:06

“Siamo come animali messi in gabbia, tenuti senza acqua e senza cibo. Ci impongono di chiudere e non ci danno ristori, non ci danno risorse e aiuti, mentre pretendono il pagamento di imposte e impegni. Non possiamo essere noi quelli che pagano tutto il costo di questa pandemia. Sono decisioni incredibili e ridicole. Il piccolo negozio di vicinato è destinato a fallire. E dalle nostre vetrine chiuse guardiamo la vita che scorre”.

A parlare è Stefano Pattaro, presidente di Confcommercio Rovigo e titolare di una nota boutique di Badia Polesine. Ieri il governatore Luca Zaia ha risollevato in parte la categoria della moda, anticipando dati da “zona arancione” già da martedì prossimo. Ma i negozianti annaspano già adesso, con i magazzini pieni della merce primavera-estate e “inspiegabili chiusure che non ci fanno vendere, a meno di trovare escamotage”.

“L’altro giorno - continua Pattaro - sono stato in un grande negozio di florovivaistica a Monselice, c’era una quantità impressionante di gente. Se penso agli ingressi contingentati nel mio negozio che deve restare chiuso, mi chiedo. Dove sta la logica? Come si fa a rimanere fedeli a uno stato così? Ad alimentare etica e responsabilità? E’ ovvio che tutti stiamo cercando di sopperire facendo consegne a domicilio, videochiamate per fare vedere il prodotto, ma restano tutti palliativi prima di morire. Siamo disposti a fare tutto”.

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