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Cavarzere

“Evitate deiezioni di 52mila polli”

La maggioranza spiega perché ha detto “no a qualunque tipo di impianto a biometano”.

“Evitate deiezioni di 52mila polli”

02/04/2021 - 15:39

La maggioranza spiega la propria posizione rispetto alla decisione presa in consiglio comunale sull’impianto a biometano. “Abbiamo deciso per il no a questo tipo di impianti in tutto il territorio, non solo a Ca’ Venier - dice il gruppo che sostiene il sindaco Tommasi - è nostra intenzione difendere e tutelare il nostro territorio, senza distinzione tra centro e frazioni. La minoranza aveva proposto in consiglio delle ‘piccole modifiche’, dove per piccole si intendeva inserire una frase che avrebbe detto no a questo tipo di impianti solo a Ca’ Venier. Si mente sapendo di mentire. Inoltre il consigliere Emanuele Pasquali ha abbandonato in fretta la seduta poco prima della votazione: non vorremmo che qualcuno si fosse impegnato in promesse di possibili siti per questi impianti sul nostro territorio”.

La maggioranza, guidata dal sindaco Henri Tommasi, fa il punto - dal proprio punto di vista - sulle vicende che hanno portato all’ordine del giorno votato all’unanimità nel consiglio del 26 marzo, ordine del giorno nel quale è stato deciso il “no agli impianti di produzione di biometano nel territorio, non solo a Ca’ Venier”.

“La Lega lamenta un mancato coinvolgimento fin da subito (ovvero dalla data di protocollazione del progetto in Comune) della forze di minoranza; al riguardo basterà ricordare la complessità del progetto, che coinvolge non solo il Comune di Cavarzere, ma regione Veneto, Arpav, città metropolitana, Ulss 3, consorzio Adige Euganeo, Acquevenete e che ha quindi richiesto da una parte gli opportuni approfondimenti, dall’altra anche opportuni confronti con gli altri enti coinvolti - spiega la maggioranza in un comunicato - fa un autogol, dal nostro punto di vista, la Lega, quando continua a chiedere chiarimenti su quello che sarebbe l’impatto occupazionale dell’impianto. A chi avesse letto con attenzione il progetto non sarebbero sfuggite queste precisazioni, contenute nel progetto stesso: ‘Per le attività sopra descritte processo di produzione del biometano data l’estrema automazione applicata, si prevede la presenza di due addetti per 8 ore al giorno. L’impianto è dimensionato per essere gestito senza ricorrere alla presenza di personale nelle ore notturne e durante i giorni festivi’. Ancora, per il processo di produzione di compost si legge: ‘Per le attività sopra descritte, data l’estrema automazione applicata, si prevede la presenza di un addetto per 8 ore al giorno’. Mettiamoci pure una persona in ufficio ma come si vede dal progetto, l’impatto occupazionale sul territorio è pressoché nullo. Si tratta, lo ricordiamo, di un impianto di produzione in loco di metano, che richiede per la propria alimentazione un particolare tipo di combustibile trasportato da camion e che per lo stoccaggio del metano, che non viene immesso direttamente nella rete, richiede un pari apporto di trasporto su gomma, con tutti gli svantaggi in termini di traffico, disagio per il territorio e inquinamento da Pm10”.

Ma il tema vero, che ha diviso maggioranza e minoranza, e che alla fine ha visto, “anche se di malavoglia - dicono dalla maggioranza - convergere la minoranza sulle posizioni della maggioranza, è se questo tipo di impianti siano inopportuni solo a Ca’ Venier o lo siano su tutto il territorio comunale. Su questo è giusto che ogni cittadino tragga le proprie conclusioni, ma parliamo per un attimo del ‘combustibile’ di questo impianto - continua la nota della maggioranza - esponendo i dati che provengono dallo stesso progetto (dato che, noi, il progetto, l’abbiamo letto): 7mila tonnellate all’anno di insilato di triticale, 6mila di insilato di sorgo, 8.500 di liquame bovino, 15mila di letame bovino, 2.500 di pollina da ovaiole e 5.200 di sottoprodotti di molitura di cereali. Dai dati esposti, per quanto riguarda i bovini e prendendo una media di due kilogrammi di letame al giorno, avremmo un impianto che smaltisce le deiezioni di 20.547 capi all’anno e, per quanto riguarda la pollina, prendendo una produzione di 130 grammi al giorno a capo, staremmo parlando delle deiezioni di 52.687 esemplari l’anno. Abbiamo sul nostro territorio tale tipo di produzioni? E perché, se non le abbiamo, dobbiamo essere felici come ci viene detto dalla Lega di smaltire gli scarti prodotti da altri, magari nel territorio delle frazioni come sembrano suggerire certe prese di posizione? Perché, ancora, se tali impianti sono così convenienti, non nascono direttamente a stretto contatto con le zone di produzione? Ogni cittadino si dia la risposta che ritiene più opportuna. Vero è che quando la minoranza afferma di aver proposto in consiglio l’ordine del giorno con delle ‘piccole modifiche’, dove per piccole si intendeva inserire una frase che avrebbe detto no a questo tipo di impianti a Ca’ Venier lasciando spalancata la possibilità per altre parti del territorio comunale, si mente sapendo di mentire, come si dice”.

Ma ancor peggio della Lega - secondo la maggioranza ha fatto il consigliere di Forza Italia, Emanuele Pasquali “che, sul filo della votazione, resosi conto che la minoranza, anche se di malavoglia, avrebbe votato in maniera compatta con la maggioranza, piuttosto che esprimere una rispettabile opinione di dissenso o astensione, ha in fretta e furia abbandonato la seduta. Perché una così precipitosa fuga? A pensar male si fa peccato come si dice, ma non vorremmo che qualcuno si fosse impegnato in promesse di possibili siti per questi impianti sul nostro territorio con qualcun altro, cosa che sarebbe molto grave”.

Poi la maggioranza conclude: “Riteniamo di aver svolto appieno e con coscienza il nostro ruolo, quello per cui i cittadini ci hanno eletti, ossia difendere e tutelare il nostro territorio, senza distinzione tra centro e frazioni. Non è certo questo il genere di ‘ricchezza’ e investimenti che desideriamo per il nostro territorio”, concludono dal gruppo.

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