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PETTORAZZA GRIMANI

Il nuovo stradario adesso è una realtà

Ma la minoranza attacca il sindaco: “Non c’è stata condivisione”.

Il nuovo stradario adesso è una realtà

La minoranza consiliare di Pettorazza punta ancora il dito contro il progetto della nuova toponomastica: “Serviva una revisione dello stradario comunale, ma è importante anche il come lo si fa”.

Qualche giorno fa il sindaco Gianluca Bernardinello aveva risposto all’interrogazione che era stata fatta dal gruppo di minoranza Pettorazza viva e attiva, rispetto al tema della nuova toponomastica, per fare chiarezza sul lavoro effettuato: “Nel mese di febbraio - le sue parole - è stata recapitata a casa di ciascuna famiglia interessata una busta contenente la comunicazione relativa ai nuovi indirizzi, e dato il numero copioso di destinatari, è stata scelta una soluzione massiva. Alla lettera è stato allegato un certificato, destinato ad avere valore informativo per il cittadino”.

In più, come si legge nel documento, tutta la cittadinanza è stata avvisata che i nuovi indirizzi sarebbero stati comunicati dal Comune sia alle ditte fornitrici delle utenze, che alla motorizzazione civile, così come alla all’Ulss 5. “Naturalmente non è dato sapere quando gli enti fornitori dei servizi di utenza recepiranno le modifiche degli indirizzi, ma ciò esula da qualsiasi possibilità di intervento”, ha spiegato il sindaco.

“E’ in via di elaborazione anche l’aggiornamento delle mappe stradali per i dispositivi di navigazione satellitare che presumibilmente sarà completato alla fine del 2021 o inizio 2022 - ha continuato Bernardinello - per quanto attiene ai costi, indicativamente ammontano a circa 30mila euro”; somma che la giunta comunale ha deciso di non far gravare sugli utenti, utilizzando quindi fondi propri.

Di nuovo però il gruppo di minoranza replica con diverse osservazioni: “L’aggiornamento dei dati dipende anche da quando questi sono stati spediti dal Comune. Peraltro, l’intervento è stato fatto senza la condivisione con la cittadinanza, perdendo un’occasione di riscoprire storia e tradizioni del nostro territorio, e se il Comune avesse fatto tutte le variazioni del caso e solo alla fine avesse messo le nuove targhe viarie e detto ai cittadini di applicare i nuovi numeri, non avremmo patito confusione e incertezza. Certo che serviva una revisione dello stradario comunale”. Polemica anche sulla scelta dei nomi: “Su 56 toponimi, 17 sono riferiti a uomini (inventori, santi, papi, sacerdoti) e solo tre, purtroppo, a donne”.

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