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pistole ai vigili

"Armi nell’armadio, soldi sprecati”

Il senatore Balboni è firmatario di un disegno di legge: “La municipale contrasta i reati, servono tutele”

"Armi nell’armadio, soldi sprecati”

Faccio un appello al comune di Rovigo. Date le pistole già acquistate ai vigili urbani. La polizia locale è il primo strumento che possiede un’amministrazione comunale per difendere il territorio e i suoi cittadini. Non lasciate gli agenti a mani nude”. Dopo due episodi di rapina alla luce del sole in pochi giorni, sta continuando a tenere banco la polemica sorta intorno alla possibilità o meno di dotare la polizia locale di Rovigo delle pistole, già acquistate dalla precedente amministrazione e al momento chiuse in un armadietto, polemica che è già arrivata anche ai piani alti. La discussione dopo aver interessato i diversi sindacati e l’amministrazione comunale, si allarga a tutta Italia perché Rovigo è uno dei pochi comuni capoluogo di provincia ad avere gli agenti di polizia locale disarmati.

A lanciare questo appello è stato infatti il senatore Luca De Carlo, coordinatore di Fratelli d’Italia Veneto, che da sindaco di un paese nel bellunese ha ben chiaro il ruolo della polizia locale. “Il corpo della polizia locale è la forza dell’ordine più vicina al cittadino nonché uno strumento diretto che può utilizzare il sindaco per presidiare e controllare il territorio. Ma come possono gli agenti difendere i cittadini da criminali e malintenzionati se non sono in grado di difendere sé stessi perché a mani nude contro magari un delinquente armato di pistola o coltello? Nel caso di Rovigo poi, sono stati già spesi soldi pubblici che si riveleranno sprecati se le armi continueranno a rimanere chiuse a prendere polvere in un armadietto. In base al tipo di servizio in cui si utilizza il personale della polizia locale, si lancia un determinato messaggio politico prima di tutto. Rinunciare ad armarli significa rinunciare a far sì che possano svolgere il servizio serale. Significa quindi rinunciare alla difesa del territorio e dei cittadini”.

Il partito di Giorgia Meloni si è da sempre schierato favorevole ad armare la polizia locale in base ai servizi che deve svolgere, soprattutto nel caso di una città capoluogo di provincia di Rovigo, in cui le mansioni svolte dalla polizia locale sono al pari di tutte le altre forze dell’ordine. Nel disegno di legge 387 presentato al Senato l’8 maggio 2018 e che vede come primo firmatario il senatore di FdI Stefano Bertacco, venuto a mancare da poco, l’articolo 18 afferma: “L’armamento in dotazione è adeguato e proporzionato alle esigenze di tutela dei cittadini, dei beni fondamentali riconosciuti dall’ordinamento giuridico, della sicurezza pubblica, della prevenzione e della repressione dei reati, nonché degli altri compiti istituzionali” e senza menzionare alcun tipo di limite al porto dell’arma individuale.

Tra i firmatari c’è anche il senatore di Fdi Alberto Balboni, vicepresidente della seconda commissione permanente Giustizia e avvocato originario di Ferrara, che ha commentato così il caso anomalo di Rovigo: “Le armi già acquistate dal comune di Rovigo vanno consegnate ai vigili, altrimenti è uno spreco di denaro pubblico. Rovigo è uno dei pochi comuni capoluogo di provincia ad avere gli agenti disarmati e questo non è accettabile. La polizia municipale al giorno d’oggi non svolge un compito solo di prevenzione ma assolve a tutti gli effetti il ruolo di polizia giudiziaria. Si occupa quindi di reati anche gravi e di repressione per altri reati ormai non più minori come scippi, piccole rapine e furti. In queste situazioni l’agente deve essere in grado di poter proteggere sé stesso e gli altri. Per questo motivo credo che i vigili vanno dotati di un’arma dopo aver seguito ovviamente corsi di formazione specializzanti e professionali, non solo dal punto di vista tecnico ma soprattutto psicologico. Sia a Ferrara che a Roma vedo la polizia locale svolgere servizi al fianco delle altre forze dell’ordine per far rispettare le restrizioni anti covid. Inoltre si aggiungono anche i compiti di polizia amministrativa e ormai la polizia municipale ha un ruolo anche nel contrasto ai fenomeni di spaccio di droga. Credo che dotarli di un arma in base ai servizi e alle situazioni in cui operano sia corretto”.

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