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In Polesine torna l’incubo trivelle

C’è anche il piano per una piattaforma di fronte al delta del Po. Ma si tratta di una tappa intermedia

In Polesine torna l’incubo trivelle

09/04/2021 - 19:56

Torna l’incubo trivelle per il Delta e per l’intero territorio polesano. Un pericolo che sembrava relegato al passato, alla subsidenza e al rischio di abbassamento di un territorio tanto fragile e delicato, quanto bello e bisognoso di attenzioni. Ma il via libera della valutazione di Impatto ambientale ad alcune attività di estrazione e ricerca di idrocarburi nel mare antistante le acque polesane, tra Veneto ed Emilia, riporta la spia dell’allarme sul rosso acceso. Il ministero per la transizione ecologica ha approvato la Valutazione di impatto ambientale per 11 nuovi pozzi per idrocarburi, di cui uno anche esplorativo. Si tratta di interventi nel mare Adriatico (tra Veneto e Abruzzo), nel canale di Sicilia e, a terra, in Emilia Romagna in provincia di Modena. Progetti in piedi da mesi, forse qualche anno, le cui procedure hanno più volte subito degli stop&go.

Le associazioni ambientaliste sono subito scese in campo attaccando, come ha fatto Angelo Bonelli, coordinatore dei Verdi: “Altro che transizione ecologica e decarbonizzazione. Con l’approvazione della Valutazione di impatto ambientale di ben 11 nuovi pozzi per idrocarburi, di cui uno anche esplorativo, il ministro Cingolani delinea una strada che sembra aver molto poco a che fare con il ruolo che ricopre. Tenendo conto del periodo storico, e degli impegni in tema di Green deal europeo, è inammissibile un passo indietro di questa portata da parte del Governo. Trivelle si eolico no, è questo il vero scandalo che compromette la transizione energetica nel nostro Paese”.

Tra i progetti che hanno ottenuto questo, ancora parziale, via libera c’è anche quello relativo alla messa in produzione del giacimento denominato “Teodorico”, concessione di coltivazione zona a Mare Adriatico (tra le province di Ferrara, Ravenna, Rovigo). la società proponente è la Po Valley Operations. i Comuni interessati da questo progetto sul mare sono diversi: Taglio di Po, Comacchio, Codigoro, Porto Tolle, Ariano nel Polesine, Mesola, Goro, Ravenna, Porto Viro. Il progetto prevede la messa in produzione del giacimento Teodorico mediante l’istallazione di una piattaforma, la realizzazione di 2 pozzi e la posa di 2 sealine che collegano la nuova piattaforma alla piattaforma Naomi-Pandora. La mission dell’opera è la coltivazione di idrocarburi.

Però si tratta solo di una tappa di un percorso: le autorizzazioni non sono infatti titoli minerari, molto si capirà dopo il 30 settembre, data entro la quale dovrà essere approvato il Pitesai, il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee: Sarà il piano per capire dove si potrà o non si potrà trivellare. Fino ad allora sono sospesi i nuovi permessi per la ricerca e la prospezione di idrocarburi”. Insomma un via libera che in realtà libera poco. E’ teorico, in attesa delle nuove procedure. ma il rischio, per il Polesine, rimane.

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