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LA STORIA

“Chiediamo solo di poter lavorare”

La preoccupazione di Rudi Caniato: “Non si può fare nessuna esibizione, adesso siamo di fatto fermi”

“Chiediamo solo di poter lavorare”

10/04/2021 - 20:09

A Roma al fianco delle partite Iva per chiedere di poter lavorare. “Nessun aiuto ricevuto, tranne i pochi soldi dell’anno scorso. Non abbiamo lavoro e saremo purtroppo gli ultimi a ripartire”. Queste le parole con le quali Rudi Caniato, titolare della società Live For Music, che si occupa dell’organizzazione di eventi musicali con una esperienza quasi ventennale nel settore, ha iniziato a raccontarci il momento di particolare crisi che il suo settore sta attraversando a causa delle restrizioni dettate dalle regole messe in campo per la lotta alla diffusione e al contagio del virus Covid 19.

Con il fatto che non si possono fare assembramenti e con i locali chiusi, noi di fatto non lavoriamo - spiega Rudi - Non si può fare nessuna esibizione, non ci sono feste e, a parte qualcosa fatta la scorsa estate, adesso siamo di fatto fermi”. Ma a preoccupare Rudi, è un po’ tutta la situazione nella quale versano tantissimi settori penalizzati da queste restrizioni. “Non solo non si possono fare feste, ma per capire la portata della questione, basta pensare al fatto che non si sono fatte nemmeno le sagre, le fiere e tutte quelle manifestazioni che solitamente sono organizzate per portare aiuti ai vari paesi - continua - agli asili, alle associazioni e tutti coloro che versano in situazioni di difficoltà”.

Una situazione che ha portato Rudi ad aderire alla manifestazione di protesta organizzata la scorsa settimana a Verona. “Ho aderito a questa manifestazione, senza guardare sigle o partiti, ma semplicemente a fianco di molti amici titolari di partita Iva nelle varie attività, a sostegno del mio settore di organizzazione di eventi musicali - continua - Eravamo in un migliaio e anche io sono salito sul palco per portare la testimonianza del mio settore. Tutto si è svolto nella massima serenità e la cosa è venuta talmente bene che quando mi hanno chiesto di aderire alla manifestazione di Roma, ho aderito immediatamente”.

“Siamo partiti alle 6 del mattino da Padova in corriera, tutti assolutamente contingentati e nel pieno rispetto delle prescrizioni - continua ancora Rudi - alle 12.30 siamo arrivati a Roma e siamo stati tra i primi ad arrivare in piazza Montecitorio. Attorno alle 15 saremo stati all’incirca quattromila e praticamente tutti tranquilli e con tanto di mascherina. I problemi sono iniziati verso le 15.30 quando si sono infiltrati alcuni gruppi che hanno iniziato a forzare i cordoni della polizia. A quel punto gli animi si sono scaldati e ci sono stati alcuni scontri con le forze dell’ordine. Quello che mi dispiace è stato constatare che alla fine, per colpa di pochissime persone, i mass media ne hanno approfittato per dipingere tutti i manifestanti come violenti arrivati a Roma per spaccare tutto, quando invece eravamo tutti in piazza per chiedere semplicemente di poter lavorare. I disordini sono durati in tutto meno di cinque minuti, mentre in televisione hanno parlato solo dei tafferugli, come si fosse trattato della Guerra dei 100 giorni”. Ma a riempire il cuore di Rudi e di molti dei manifestanti che hanno raggiunto la capitale, è stata la grande partecipazione di gente normale che chiedeva solamente di poter ricominciare a lavorare. “A queste manifestazione non ti senti solo - conclude Rudi - capisci che il problema è purtroppo di tantissime categorie e che solo tutti insieme possiamo provare a superarlo”.

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