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Chioggia

Un tris per far fiorire il centro città

I cantieri stanno per concludersi. Il direttore di Arteven “Occasione da non perdere”

Un tris per far fiorire il centro città

14/04/2021 - 00:12

Teatro Astra, auditorium, palazzo Granaio: un tris culturale invidiabile che può far rinascere Chioggia e il suo centro storico. L’amministrazione comunale ha annunciato che i lavori al nuovo teatro potrebbero finalmente concludersi entro la fine dell’anno. La città quindi avrà un nuovo contenitore culturale dove ospitare grandi eventi e spettacoli. A poche centinaia di metri di distanza, in calle San Nicolò, lo storico auditorium e, sempre a pochi passi, al centro di corso del Popolo, e il quasi pronto palazzo Granaio.

Per la città una grossa opportunità e il direttore di Arteven, Pierluca Donin, auspica che la cabina di regia che gestirà questi tre straordinari luoghi di aggregazione: “Succedeva spesso - spiega - che a fronte di inaugurazioni ridondanti di aree post industriali restaurate, spazi civici, parchi tematici non seguisse un progetto di gestione intelligente e quindi in alcuni casi si è assistito al degrado lento ed inesorabile di alcuni gioielli pubblici. Sarà meglio immaginare un progetto di gestione dei beni pubblici con grande lungimiranza se non si vorrà cadere anche noi nella trappola del taglio del nastro alla quale segue il nulla. Nutro speranze che chi si occupa di queste cose, con i quali sono spesso a contatto, stia immaginando un progetto di gestione che include in poco più di 100 metri tre pezzi da far invidia alle grandi città. Un tris culturale che potrebbe veramente far girare pagina al torpore culturale della città dovuto anche, va detto, a questa terribile pandemia che ci sta anestetizzando. Nessuno di noi sta bene in questo momento anche chi è stato ristorato o addirittura guadagna più di prima. Cosa te ne fai di un buon reddito se poi alle 22 devi essere a casa a guardare Netflix e non puoi andare al ristorante o a stare con gli amici o a teatro? Nessuno sta bene in questa situazione ed ecco perché proprio la cultura e la sua declinazione in rito della collettività sarà la protagonista del rilancio e del ritorno ad una vita normale”.

Per Donin l’occasione non può essere persa e serve un progetto globale a lungo termine: “In poco più di cento metri avremo un teatro da poco meno di cinquecento posti con annessa una piccola sala da ottanta e spazi dedicabili ad attività di lettura o incontri, un auditorium che mi dicono rimesso a lucido con grande lungimiranza da parte di chi ne ha la responsabilità e il Granaio che tra un po’ sarà pronto. Chi avrà l’onore e l’onere di gestire questi pezzi preziosi della comunità non potrà farlo senza pensare ad un dialogo tra loro. Se per esempio questo momento fosse di normalità sociale e dovessimo celebrare l’anno Dantesco chi pensa e realizza progetti potrebbe immaginare una mostra al Granaio, una lettura continua in Auditorium dei canti, una proiezione nella saletta e uno spettacolo ‘infernale’ in teatro”. Un vero e proprio volano anche per il turismo: “La cultura porta nuovi visitatori in città - conclude Donin - le persone non si spostano da sole ma vanno sollecitate, sostenute, individuate e quindi chi gestirà dovrà avere bene in mente cosa significa promozione”.

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