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I RISTORATORI

“Non vediamo l’ora di riaprire”

Già cantieri aperti per riprendere i dehors in disuso per mesi interi. “I ristori? Acqua fresca”

“Non vediamo l’ora di riaprire”

Francesco Fiorenzato del ristorante Alicanto

Appena uno spiraglio di riapertura si è allargato, molti ristoratori di Rovigo non hanno perso tempo e hanno ripreso in mano gli estivi. Da giorni si parla della prospettiva per bar e ristoranti di tornare a lavorare e - visti anche i sostegni arrivati - è l’unica prospettiva possibile.

“Io ho avuto una perdita di 100mila euro rispetto all’anno scorso e sono soldi persi, non li riprenderò mai - spiega Daniele Rossi, titolare del ristorante Prosciuttiamo - e l’unica soluzione è lavorare”. Daniele, come anche i titolari della Tavernetta da Dante, hanno scelto di aprire alle “partite Iva”, ovvero di scegliere la soluzione “mensa”. Stessa cosa ha fatto il Corsopolitan. Mentre locali come La Tapa o il bar Caffettiamo o il Franchin, hanno deciso di tenere chiuso al pubblico.

Il risultato, per molti locali, dopo 40 giorni (gli ultimi del decreto di Pasqua) di chiusura è - anche - l’abbandono. Tavolini impolverati e dehors da riprendere completamente.

Francesco Fiorenzato, titolare del ristorante Alicanto sta puntando tutto sul dehors. E ieri era già al lavoro, per rinnovare i gazebo e ripensare al menù. “Non vediamo l’ora - racconta - sto rifacendo il bagno e l’estivo e ci stiamo preparando a ricominciare. Spero che ci facciano riaprire, e che i contagi non aumentino. Che possiamo lavorare a pranzo e a cena. Questo inverno è stato un disastro. Abbiamo fatto un po’ di asporto a Natale e Pasqua, ma da quando si è passati in zona rossa e arancione è stato davvero un disastro”.

Anche gli stop and go sono costosi, spiega Fiorenzato: “Riattivare i contratti, la cassa integrazione, a livello di consulenti è un costo, tanta materia prima comprata per il locale l’abbiamo distribuita tra noi per non buttarla e poi ci sono i costi fissi come gli affitti. A me i 4mila euro arrivati con il Sostegni, sono serviti per pagare utenze e costi”. Anche Francesco ha subito una perdita oltre i 100mila euro.

“Anche noi che abbiamo avuto una perdita superiore al 30% abbbiamo ricevuto i ristori - conclude Giacomo Sguotti del Corsopolitan - ovviamente l’unica soluzione è riaprire. Il ristoro di Draghi è acqua fresca. Se non aprono sarà l’ennesimo governo che illude la gente”.

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