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La “Superlega” divide i politici

Il progetto di Juve, Milan e Inter fa discutere anche in Polesine. E sono tante le perplessità.

La “Superlega” divide i politici

19/04/2021 - 19:19

Un terremoto che potrebbe sconvolgere il mondo del calcio: nella notte tra domenica e ieri, quasi tutti i grandi club europei - Inter, Milan e Juventus compresi - hanno annunciato la nascita della Superlega, un nuovo torneo internazionale in cui le grandi del football continentale si sfideranno con nuove regole e, soprattutto, nuovi introiti economici. La notizia ha subito incontrato l’opposizione di Fifa e Uefa. E ha aperto un dibattito, anche in Polesine.

Per questo abbiamo sentito cosa ne pensano i politici di casa nostra, che sono anche grandi tifosi di calcio. E sul tema Superlega i pareri sono diversi, tra chi non la vorrebbe, chi invece è favorevole e chi, infine, vuole cercare di capire.

Piergiorgio Cortelazzo, deputato di Forza Italia, è tifoso del Milan: “Da tifoso e appassionato di sport, credo sia affascinante l’ipotesi che i migliori club dell’Europa, quindi del mondo, giochino in Superlega. Ma questo cosa comporterà? E i rapporti con Lega A, Uefa e Fifa? E’ chiaro che si indebolirebbero le altre organizzazioni. E come si concilierebbe la Superlega con campionati nazionali, Champions ed Europa League? Ci sono molte cose da valutare”.

 Bruno Piva, ex sindaco di Rovigo, è tifoso della Juventus e spiega: “La Superlega potrebbe essere più spettacolare, ma bisognerebbe mettere molti correttivi. Così, si escludono squadre come Atalanta o Verona, per esempio, che, pur avendo meno possibilità, fanno bene come quelle blasonate. Il rischio è di impoverire i campionati nazionali. Per esempio, nel rugby, la Celitc League, in cui sono andate le squadre italiane Treviso e Zebre, ha impoverito il torneo di Eccellenza nazionale. Sarebbe un colpo mortale alle formazioni italiane: sono perplesso da questa operazione. Un danno anche per Serie B e vivai. Per questo credo siano necessari correttivi, come si è fatto in America nell’Nba, per non far morire il resto del movimento. Si svuoterebbero gli stadi. Insomma, si deve valutare bene, con cautela, come si vuole sviluppare il progetto”.

Diego Crivellari, esponente del Pd ed ex deputato dem, tifa Torino e dice: “Questa Superlega rappresenterebbe la fine del calcio come fenomeno popolare. Il calcio è storia, è la passione profonda che in certi momenti ci ha affratellato, come nelle vittorie dei Mondiali. La Superlega è antisportiva, non è condivisibile. Spero che Fifa, Uefa e Federcalcio, ma anche la politica e i governi, diano indicazioni per dire no. Nello sport, in generale, e nel calcio, in particolare, anche chi è svantaggiato può vincere. La Superlega potrà essere un bello spettacolo televisivo, ma anche l’ultimo tassello che trasforma una passione popolare in business”.

Massimo Barbujani, ex sindaco di Adria, ora consigliere comunale di opposizione, tifoso del Milan, afferma sulla Superlega: “E’ una pagliacciata, per me. E’ già un momento difficile, in cui anche le squadre blasonate hanno problemi di bilancio, non so se vale la pena creare una frattura con Fifa e Uefa: se si rompe il giocattolo, casca il palco. Eppoi non è giusto escludere a priori squadre, come l’Atalanta, che da anni sono ai vertici del calcio, anche in Europa. Vanno aperte le porte a tutti, non si deve dividere. E’ un rischio per i campionati nazionali”.

Leonardo Raito, sindaco di Polesella, tifoso della Juventus, dice la sua: “L’idea della Superlega, come dimostrano tanti interventi, rischia di rompere i tradizionali concetti di organizzazione calcistica. Se, da un lato, può preoccupare chi è legato a un calcio romantico, dall’altro, specie alla luce di un mondo sempre più globale e globalizzato, potrebbe favorire un livello di spettacolo e competitività internazionale in grado di ravvivare anche il tifo e l’amore per lo sport che considero il più bello del mondo”.

Nello Piscopo, esponente di Fratelli d’Italia, è tifoso del Napoli: “La Superlega è interessante per i tifosi delle squadre che vi prendono parte, molto meno per il campionato nazionale. Certo, da un lato, si alza il livello di attenzione, ma i grandi sponsor andranno in quel super torneo, con meno risorse per il campionato nazionale. Inoltre, avremmo da una parte giocatori super pagati, dall’altra giocatori pagati molto meno. Quindi, la Superlega può essere stimolante, però credo che ci sarà un grande divario nella qualità dei giocatori, elevata in Superlega, mediocre negli altri tornei. Forse, potrebbe essere un modo per dare più risalto ai vivai, ma è tutto da vedere”.

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