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“Vogliamo la Tav anche da noi”

Una mozione firmata da tutti i sindaci polesani e rivolta al governo. “Aiuterebbe economia e turismo”.

“Vogliamo la Tav anche da noi”

19/04/2021 - 17:40

“Dicono che siamo la locomotiva d’Italia, dateci la rotaia allora”. È con queste parole che l’onorevole Roberto Caon commenta l’inconcepibile ‘buco’ dell’alta velocità nel tratto ferroviario tra Bologna e Padova. E così il Polesine si prepara a chiedere la Tav con una mozione sottoscritta da tutti i sindaci polesani.

Il presidente della Provincia di Rovigo, Ivan Dall'Ara, ha presentato una mozione in tal senso, che è già stata sottoscritta da 19 Comuni, ma nel giro di un mese si avrà la copertura delle cinquanta amministrazioni comunali polesane. “L’intero consiglio provinciale - ha detto Dall’Ara - ha già approvato la mozione che nel giro di un mese verrà sottoscritta dai cinquanta comuni della nostra provincia. Riteniamo inammissibile sulla tratta a Padova-Bologna non ci sia l’alta velocità, sarebbe l’unico buco nel collegamento tra Napoli e Venezia.

Sono poco più di 120 chilometri e l'ammodernamento è necessario come traino per lo sviluppo sostenibile sia delle due regioni coinvolte, Emilia-Romagna e Veneto, sia per l'intero tessuto nazionale. Una volta raccolte tutte le sottoscrizioni da parte delle amministrazioni comunali, le daremo all’onorevole Roberto Caon che la porterà al Governo”.

La tratta ferroviaria ad alta velocità Padova- Bologna “è indispensabile ed è stata dimenticata da troppo tempo”. Senza di essa manca uno snodo ferroviario fondamentale di interscambio che colleghi due città nevralgiche del Nord-Est. Come affermato da Caon: “Padova e Bologna sono i due principali snodi logistici ed economici del Nord Est e potenziare il collegamento ferroviario con il passaggio all’alta velocità, oltre a consentire di utilizzare al meglio le potenzialità economiche, turistiche e culturali di queste aree, produrrebbe ricadute positive nell’ambito della mobilità e conseguentemente della qualità dell’ambiente. Un investimento per il quale beneficerebbe la modalità alternativa di trasporto, la natura economica, turistica, culturale e sociale dell’opera stessa”.

E ancora: “Il passaggio all’alta velocità della linea Bologna-Padova, alla luce della sua estensione di 124 chilometri, non comporta costi insostenibili, ma porterebbe lavoro, collegamenti e infrastrutture a vantaggio di tutto il Nordest, quindi anche nel territorio polesano”.

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