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Palazzo Roncale

Si alza il sipario sulla grande storia dei nostri teatri

La presentazione della mostra, che da lunedì aprirà i battenti.

20/04/2021 - 17:16

Mancano ormai pochi giorni all’inaugurazione della mostra di palazzo Roncale “Quando Gigli, la Callas e Pavarotti…”, dedicata ai “Teatri storici del Polesine”, che sarà visitabile dal 26 aprile al 27 giugno.

Si tratta dell’attesa nuova proposta espositiva che ormai da qualche anno affianca la mostra di punta di palazzo Roncale, entrambe promosse dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. In attesa dell’apertura al pubblico, nella vernice stampa di questa mattina, condotta da Alessandra Veronese della Fondazione, la rassegna è stata presentata dalla curatrice scientifica Maria Ida Biggi, docente di Discipline dello spettacolo all’università Ca’ Foscari di Venezia, insieme al direttore della mostra Alessia Vedova, responsabile del patrimonio artistico e dei progetti espositivi della Fondazione, alla presenza di Sergio Campagnolo, che ne ha ideato il progetto, e del presidente della Fondazione Cariparo Gilberto Muraro.

Da ricordare, tra gli autori, il contributo del fotografo Giovanni Hänninen e del videomaker Alberto Amoretti. E' nota la passione del Polesine per il teatro e le sue espressioni (opera, musica, balletto), al punto che è stata documentata la presenza in esso di una cinquantina di teatri, a partire dal XVI secolo, ma attivi soprattutto fra ‘800 e ‘900, non solo come luoghi di cultura ma anche, soprattutto nei piccoli paesi, quali centri di aggregazione (sorti nelle piazze principali e dalle facciate importanti), che hanno visto, al caso, incontri di boxe, spettacoli di musica leggera e spesso trasformati in cinema.

Di questo straordinario patrimonio, oggi sopravvivono solo sette teatri storici, di cui sei attivi: oltre al Teatro Sociale del capoluogo, due ad Adria (il Comunale ed il Ferrini), il Balzan di Badia Polesine, “piccola Fenice”, il teatro Zago di Loreo (appena finito di restaurare), il Ballarin di Lendinara, sorto sui resti di un antico granaio estense; mentre il Cotogni di Castelmassa, in stile liberty, è ancora in restauro.

Ad essi e a chi li ha calcati è dedicata la mostra. In particolare, come spesso accade per gestioni teatrali di provincia e con pochi fondi, va annoverata la presenza in essi di giovani promesse del mondo della lirica, poi divenuti i grandi nomi apprezzati in tutto il mondo. Non a caso il titolo della mostra ci ricorda appunto che la Callas e Pavarotti calcarono le scene del Sociale di Rovigo agli inizi della loro carriera, la prima nel 1948 (era arrivata in Italia nel ’47) e il secondo nel 1962 (aveva iniziato nel ’61); mentre tanti sono i nomi di coloro che vi debuttarono, ad incominciare da Beniamino Gigli, poco prima della Grande Guerra e poi Renata Tebaldi; così il famoso baritono Antonio Cotogni cantò all’inaugurazione del Teatro di Castelmassa e il Comunale di Adria accolse la prima tappa del tour italiano dei giovanissimi Genesis. 

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