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LA CERIMONIA

“La libertà serve per costruire”

Depositate corone di fiori ai piedi dei monumenti ai Caduti. Poi il discorso del sindaco Tommasi

“La libertà serve per costruire”

“Ricordiamo le sofferenze patite, le vittime innocenti, la lotta contro una dittatura, ma soprattutto ricordiamo il coraggio, la dignità e la forza d’animo delle generazioni che ci hanno preceduto e che ha permesso di rinascere quando tutto sembrava perduto”. Queste le parole del sindaco Henri Tommasi, ieri, durante la celebrazione del 76esimo anniversario della Liberazione. Il Comune di Cavarzere, in collaborazione con le associazioni combattentistiche e d’arma e le istituzioni scolastiche - nel rispetto delle norme di sicurezza in vigore - ha celebrato la ricorrenza in diversi monumenti e piazze del territorio comunale.

Il percorso delle autorità è iniziato alle 9, a Villaggio Busonera, con l’omaggio al monumento in memoria di Flavio Busonera; poi, dalle 9.30 alle 10.15 l’omaggio ai monumenti in ricordo dei Caduti di El Alamein (ricordato nel piazzale in loro onore), dei marinai d’Italia (in via Roma) e dei Bersaglieri (in piazza del Bersagliere); alle 10.30 in via Roma l’omaggio alla lapide in memoria dei Caduti cavarzerani, e per finire alle 11, nel duomo di San Mauro è stata celebrata la messa in suffragio dei Caduti e delle vittime di tutte le guerre.

“Ci ritroviamo anche quest’anno a far memoria della festa della Liberazione, in occasione del 76esimo anniversario della conclusione della Seconda guerra mondiale - così è iniziato il discorso del sindaco per l’occasione - anche quest’anno il ricordo di questa giornata cade in un momento particolare della nostra storia, in cui continuiamo ad essere alle prese con un nemico subdolo, invisibile che sta mettendo a dura prova la stessa coesione sociale del nostro paese. Perché è importante ricordare momenti duri anche oggi? Qualcuno potrebbe chiedersi: non è già abbastanza triste e doloroso il presente? Un desiderio di rimozione potrebbe prevalere su quello del far memoria. Non vi nascondo che mi ha molto amareggiato in questi giorni leggere nei social alcuni commenti sarcastici e polemici nei confronti di questa giornata e, quel che è peggio, del suo significato. Voglio sperare che queste persone, nell’amarezza in cui stanno vivendo la situazione attuale, non si siano accorte di aver detto e scritto cose che offendono la nostra comunità e la nostra storia”.

“Ma anche a questi nostri concittadini dobbiamo una risposta - ha aggiunto Tommasi - perché è importante ed utile oggi più che mai ricordare? Perché oggi ricordiamo le sofferenze patite, le vittime innocenti, la lotta contro una dittatura. Ma soprattutto ricordiamo il coraggio, la dignità e la forza d’animo delle generazioni che ci hanno preceduto e che ha permesso di rinascere quando tutto sembrava perduto, quando tutt’attorno queste donne e questi uomini avevano solo macerie materiali, spirituali, politiche. Guardiamo dunque al loro esempio. Facciamo silenzio ed ascoltiamo la voce dei nostri progenitori. Cercando anche di prenderci cura gli uni degli altri, come fanno le nostre forze armate. Ricordiamoci sempre che la libertà serve per costruire e non per distruggere. Buona liberazione a tutti”.

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