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Discoteche

“Questa è una falsa ripartenza”

I titolari: “Il coprifuoco alle 22 è l’ennesima stangata, non ha logica. E non si può programmare nulla”

“Questa è una falsa ripartenza”

25/04/2021 - 20:00

Il mondo del divertimento potrà ripartire: da lunedì, essendo il Veneto in zona gialla, in base al nuovo decreto del governo, cinema, teatri, sale concerto e live club posso aprire. Il tutto però con posti a sede preassegnati, a una distanza di un metro l’uno dall’altro e con capienza massima del 50% di quella massima autorizzata. E comunque non superiore a 500 spettatori al chiuso e mille all'aperto. Con il coprifuoco fissato alle 22. Una serie di norme e restrizioni che non soddisfano i lavoratori del mondo del divertimento.

Paolo e Stefano Porzionato, titolari delle discoteche “Fonderie musicali” a Volto di Rosolina e “Riviera Club” a Rosolina Mare, spiegano: “Questa apertura è una falsa ripartenza, perché, con il coprifuoco alle 22, tutto il nostro settore, bar e ristoranti compresi, ha ricevuto l’ennesima stangata. Se i divieti resteranno questi, ne risentirà tantissimo anche il turismo. Con la chiusura a quell’ora si rischia proprio di creare maggiori assembramenti: tutti si concentreranno per poter rispettare l’orario ed essere a casa entro le 22. Il mondo della notte, fatto di locali, bar e feste, non vede una fine a tutto questo”. “Finché ci sono delle limitazioni di orario non possiamo nemmeno programmare - aggiunge Paolo Porzionato - E’ difficile pensare di realizzare qualcosa che poi magari non puoi nemmeno portare a termine. Abbiamo idee per l’estate, speriamo che si sblocchi la situazione sennò sarà dura organizzare la stagione estiva. Avere il coprifuoco fino al 31 luglio significa avere grosse difficoltà per un locale nell’organizzare la stagione. Un’altra stagione persa”. “Tutto è bloccato - continua - Si sperava in una vera ripartenza. Invece è un altro stop: si sta tornando indietro invece di andare avanti”.

Sulla stessa linea Mauro Fiabane, direttore della discoteca “Piramidi” di Boara Pisani: “Non credo apriremo. Il coprifuoco alle 22, o anche alle 23, non ha logica per le discoteche. Che senso ha, se dobbiamo aprire le strutture e spendere soldi per sistemarle, aprirle alle 20 o alle 21 per poi dover chiudere alle 22”. “Per quanto riguarda i concerti live, c’è poi il problema della capienza - spiega Mauro Fiabane - Le norme sono fatte da chi non è del settore. L’apertura, la notte, come una volta, senza coprifuoco, ci potrà essere forse all’inizio del prossimo anno. Poi è difficile garantire il distanziamento, è una cosa difficile da gestire”. “La squadra dello staff è già pronta per gli eventi anni ’90, appena si potrà andare dopo le 22, senza coprifuoco e senza restrizioni - aggiunge - Sono certo che, quando si aprirà, la gente avrà tanta voglia di divertirsi e saranno in tanti a partecipare agli eventi”.

Eddi Boscolo è a capo di uno staff che organizza eventi sul territorio e si chiama “One night”, un’organizzazione attiva dal 2011: “Le aperture potrebbero anche andare bene, ma non sono logiche. Il coprifuoco è un problema per il semplice fatto che la gente lavora e non ha nemmeno il tempo di uscire di casa per poter fare un giro. Per i locali non è nemmeno possibile fare una programmazione che vada fino alle 22, è improponibile”.

Enzo Ferrari, conosciutissimo a Rovigo, è titolare della discoteca Studio 16 ad Arquà Polesine: “Si sente parlare di tante attività, di cinema, teatri ed eventi, eppure, di un mondo così vasto come quello delle discoteche non si parla. È come se non esistesse e non dovrebbe essere così. Chiudere alle 22 significherebbe far morire una volta per tutte questo mondo - spiega ancora Enzo Ferrari - Lavorare così è impossibile. Come si può pensare di chiudere all’ora in cui eravamo soliti aprire?”. Enzo Ferrari è anche titolare del bar ristorante “Dispensa Ferrari” e aggiunge: “Apriremo lunedì 3 maggio, ma chiudere alle 22 non ci permetterà di lavorare come vorremmo. Come se non bastasse a ciò si aggiunge l’obbligo di far accomodare la gente nella seduta esterna. Ma come si può pretendere di obbligare la gente a cenare all’aperto quando la temperatura è ancora così bassa la sera? E come si può pensare che la gente si precipiti al ristorante alle 18.30-19, con l’ansia di dover mangiare di tutta fretta per paura di non rispettare il coprifuoco? Lavorare in queste condizione è davvero difficile”.

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