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FRAZIONI

“Speranza e normalità, ieri e oggi”

La consigliera delegata dal sindaco, Sara Mazzucato, intervenuta a Ca' Emo

“Speranza e normalità, ieri e oggi”

In tutte le frazioni di Adria è stata celebrata ieri mattina la “Festa della liberazione”. In ogni paese si è svolta la messa in suffragio dei caduti in tutte le guerre, alla presenza delle autorità civili e dei rappresentanti delle associazioni combattentistiche Al termine è stato deposto un mazzo d’alloro sul monumento ai Caduti, cui è seguita una breve commemorazione. Particolarmente significative le parole di Sara Mazzucato, intervenuta a Ca’ Emo.

Mai come oggi, o come nelle ricorrenze vissute da un anno a questa parte - afferma la consigliera delegata del sindaco - il momento che mi trovo a vivere su questo piazzale è un momento pieno di sensazioni contrastanti, che spero di riuscire a esprimere. Credo che ognuno di noi si senta toccato nel profondo da un’esperienza nuova, inaspettata, soprattutto si sta prolungando oltre le aspettative. Un’esperienza che sta causando preoccupazione e dolore, ma allo stesso tempo anche attesa e tanta speranza, insieme al desiderio di tornare a vivere una quotidianità ‘normale’, fatta di incontri e relazioni, una quotidianità di cui prima non apprezzavamo il valore, perché ordinaria e data per scontata”.

Allora la consigliera comunale ha ricordato alcune persone che hanno trasformato la loro drammatica esperienza in testimonianza. “Oggi non posso non ricordare l'alpino e partigiano Arduino Nali, che è venuto a mancare il 27 febbraio scorso. Preziosa l’eredità che ci ha lasciato. Mi sento di affermare che Nali sia il simbolo non solo della storia adriese, ma di tutto il Polesine. Varie volte Arduino ci ha onorato della sua presenza anche qui a Ca’ Emo, ha dedicato tutta la sua vita a far conoscere alle giovani generazioni la sua esperienza drammatica. ‘I giovani - amava ripetere Arduino - devono sapere perché non abbia a ripetersi, perché non prevalga l'odio, perché la vera pace si fonda sul rispetto della persona’. E sempre oggi voglio mandare un saluto e un fortissimo abbraccio al nostro compaesano Mario Scaranello, classe 1922, il nostro ultimo reduce della seconda guerra mondiale, che per motivi di salute oggi non è qui in prima fila a celebrare il 25 aprile assieme a noi. Anche i racconti di Mario - conclude Mazzucato - ancora ben impressi nella sua memoria e che ancora racconta con dovizia di particolari, sanno costruire un quadro scarno e spietato di quella che è stata la vita di quei tempi”.

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