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Tutte le sfumature del noir polesano

Gli studenti di Grafica al De Amicis, alle prese con “La Leggenda di Re Adriano”, edito dalla Voce

Tutte le sfumature del noir polesano

25/04/2021 - 19:06

Ma come interpretano dei giovani studenti un libro? E come riescono a trasmettere in immagini quello che trovano scritto sulle pagine? E’ stata davvero una prova interessante quella a cui sono stati sottoposti gli allievi del 3° anno del corso di Grafica e Comunicazione dell’Istituito superiore De Amicis di Rovigo. “Complici” del progetto, La Voce e Iole Maria Giacomini e Cristina Bombarda, autrici del libro "La Leggenda di Re Adriano", pubblicato dalla nostra società editoriale nell’estate del 2019.

Molti di voi lo ricorderanno, visto che il libro - distribuito in tutte le edicole de nelle librerie - ha avuto un grandissimo successo e ha sfiorato il “tutto esaurito” (cosa che di questi tempo non succede così spesso, potere crederci). A dispetto del titolo, il libro è un giallo noir a tinte forti. Di quelli, per intenderci, a cui ci ha abituato la letteratura scandinava. Ma è ambientato in Polesine, fra Adria e il Delta. A fare da sfondo, rompendo ulteriormente gli schemi, niente nebbia, ma un inverno gelido, pieno di neve. E un assassino che viene da lontano, sulle cui tracce si incontrano una psicologa forense ed un poliziotto. Il finale - credeteci - è mozzafiato. Ed ha colpito tantissimo anche i ragazzi che se lo sono letti dall’inizio alla fine, lo hanno commentato e poi si sono divisi in gruppi con uno scopo: disegnare la copertina come sarebbe piaciuta a loro e la relativa campagna pubblicitaria. La copertina originale, la vedete nella foto in alto, è incentrata su una foto (decisamente noir, bisogna dirlo) del fotografo Carlo Chiaron.

L’idea delle lezioni-esperimento è partita dal professor Giovanni Maria Martinolli, che insegna Tecnologie dei Processi Produttivi e Progettazione Multimediale al triennio del De Amicis di Rovigo. “All'interno del programma didattico per queste due materie - racconta il prof - ho individuato la possibilità di sviluppare un progetto collegato alla lettura di un libro. A volte si interpreta la professione del grafico come un progettista di "immagini" e di "disegni", non ricordando che una parte fondamentale della materia è legata alla comunicazione. Comunicare significa saper scrivere, parlare... E quindi bisogna leggere. Su questo punto sono molto fermo ed ai miei studenti ricordo sempre che una comunicazione pubblicitaria d'effetto è composta da contenuti visivi ma soprattutto da contenuti testuali: devono imparare ad esporre, a presentare, a comunicare”. E siamo al progetto che ci ha visti coinvolti in veste di editori e che ha entusiasmato prima di tutto le due autrici.

L’idea del professor Martinolli è partita dalla volontà di “dare vista ad progetto di lettura di un testo. Mi sembrava un percorso stimolante per i ragazzi, in grado di coinvolgerli in realizzazioni progettuali grafiche dove la creatività personale di ciascuno di loro poteva abbinarsi alle sensazioni derivate dalla lettura”. E per questo non c’è niente di meglio che un giallo-noir, un genere senza tempo. “La scelta è caduta sul testo delle due autrici in quanto ambientato nel territorio vicino a noi (quindi di maggior riferimento per gli studenti) e trattava un genere letterario che avrebbe senza dubbio coinvolto tutti con più attenzione. Dopo averne discusso con il mio dirigente, il professore Osvaldo Pasello, che ringrazio per la disponibilità e l’appoggio al progetto, ho anticipato ai ragazzi le linee guida sulle quali volevo improntare il mio corso di lezioni, che avrebbero seguito uno schema che potesse avvicinare gli studenti alla vita 'attiva' e quindi ad una maggior conoscenza di quanto dovranno affrontare nell’intraprendere una professione bella e stimolante come quella del grafico. Ho quindi ipotizzato, in accordo con il collega di Laboratorio, Niccolò Marangoni, una serie di lezioni focalizzate sulla lettura di un libro (a casa) a cui far seguire lo sviluppo e la realizzazione di una campagna pubblicitaria multimediale che includesse lo studio e la progettazione di una nuova copertina in cui trasporre in forma grafica e visiva le sensazioni, gli stimoli e le emozioni scaturite dalla lettura. Ogni studente ha quindi interpretato la copertina e la campagna pubblicitaria in base a quanto il libro gli ha trasmesso”.

Il risultato sono 11 copertine diverse l’una dall’altra e, soprattutto, dall’originale. E nessuna banale. Anzi. Segno di uno studio approfondito. Lasciamo questo lavoro al vostro giudizio. E complimenti ai ragazzi e al loro prof.

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